IL BOOMER , IL “tu” E IL LEI di Roberto Pareschi

Vengo da un’epoca in cui una frase ricorrente era : “ lei non sa chi sono io!”.
A cui seguivano alcune varianti. Una in particolare “ Mi dia del lei, non abbiamo mica fatto le scuole insieme !”.
Da cui deriva la considerazione che il ”lei” era a quei tempi una modalità sociale per differenziare l’uno dall’altro.
Il ”lei” serviva intanto per “marcare” le distanze tra giovani e vecchi. Il giovane dava del ”lei” alla persona di una certa età. Il vecchio dava sempre del “tu” al giovane.
Ma il ”lei” era anche un modo per rimarcare le differenze sociali. Sul luogo di lavoro il capo era solito dare del “tu” ai dipendenti.
Il dipendente era obbligato a dare del ”lei” al capo.
Il ”lei” era insomma una modalità che apparteneva la mondo dei boomer dove tutto era semplice , scontato e certamente anche un poco ipocrita.
Poi in fondo , a ben vedere era anche una forma magari abitudinaria ma pur sempre corretta di rispetto.
Io sono cresciuto in questo modo, con queste regole e con questi stereotipi.
Oggi è tutto diverso.
Il “tu” è diventata la regola.
Si da del “tu” sempre e comunque a prescindere da strato sociale, età e posizionamento. Questa cosa è senz’altro positiva perché annulla in un solo colpo tutte le ipocrite convenzioni della società in cui sono cresciuto.
Però ad esempio se parliamo di età, il “tu” un poco mi infastidisce.
Vedere un ragazzino che mi da tranquillamente del “tu” anziché del lei, lo confesso, mi fa sentire a disagio. Non perché io mi senta migliore di lui. Semplicemente il mio essere boomer pretende quel rispetto formale che è insito nel Lei.
Ma oggi si va anche oltre.
Il notaio a cui ti rivolgi ti da del tu. Il medico di famiglia che magari non hai mai visto ti da del “tu”. Perfino il poliziotto quando ti fa la multa ti da del “tu”.
La cosa vista in modo oggettivo è, come ho detto, sicuramente positiva.
Si annullano le distanze sociali. Si annulla il falso rispetto nei confronti dei personaggi più in vista della società. E tutto appare dunque meno ipocrita.
Eppure questa abitudine che, ripeto, è per così dire molto “democratica” alla fine finisce per infastidirmi.
Non riuscirò mai a non dare del “tu” a chi è più anziano di me ( oggi purtroppo sono sempre meno).
Non riuscirò mai a dare del “tu” a medici, dottori a vario titolo, capi.
Cosa posso farci? Sono e sarò sempre un boomer a cui piace il “lei”!



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