Nicola Abbagnano nacque a Salerno il 15 luglio 1901; dopo essersi laureato in filosofia a Napoli nel 1922, si diede all’insegnamento: inizialmente insegnò nelle scuole (al liceo classico Umberto I e successivamente all’Istituto Superiore di Magistero “Suor Orsola Benincasa”, entrambi a Napoli), poi passò all’università di Torino, dove fu professore ordinario di storia della filosofia prima presso la Facoltà di Magistero (1936-1939), poi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (1939-1976). Il 21 maggio 1957 Nicola Abbagnano divenne socio dell’Accademia delle Scienze di Torino. Fu inoltre giornalista, avendo collaborato a La Stampa dal 1964 al 1972 e successivamente a Il Giornale. Abbagnano si dedicò anche alla politica: nel 1985 fu eletto consigliere del comune di Milano nelle liste del Partito Liberale Italiano e assunse per circa un anno la carica di assessore comunale alla cultura. Proprio a Milano si spense il 9 settembre 1990, all’età di ottantanove anni.
Il contributo di Nicola Abbagnano alla filosofia è duplice: egli da un lato elaborò delle proprie idee filosofiche, dall’altro studiò il pensiero altrui. Cominciamo dall’Abbagnano critico di filosofia: egli innanzitutto scrisse saggi su Aristotele, Guglielmo Ockham ed Emile Meyerson (si noti una certa versatilità di Abbagnano: questi tre filosofi appartengono ad altrettante epoche molto distanti l’una dall’altra!); ma soprattutto ci lasciò una celeberrima Storia della filosofia, che è stata fondamentale per la formazione di generazioni di studenti e di docenti. Infine Nicola Abbagnano realizzò un Dizionario di filosofia, ritenuto fra i migliori a livello internazionale.
Passiamo ora all’Abbagnano pensatore. Innanzitutto le sue principali opere filosofiche sono: Le sorgenti irrazionali del pensiero (1923), La struttura dell’esistenza (1939) e Possibilità e libertà (1956). Nicola Abbagnano definiva la sua visione filosofica “esistenzialismo positivo”; egli poneva la ragione come unico mezzo per creare un legame fra l’uomo e il mondo che lo circonda. La sua filosofia non era incline alla visione pessimistica dell’uomo imbrigliato e impedito in ogni suo progetto vitale, ma nello stesso tempo non era neppure ottimista fino al punto di concedere all’essere una realizzazione certa. La filosofia di Abbagnano era di impostazione laica ed era critica nei confronti del Romanticismo, dell’Idealismo e del Positivismo, ma non risparmiava critiche neppure all’Esistenzialismo, del quale rifiutava le tesi nichilistiche.
Michel Camillo-reporter cooperator
Il ricordo di Nicola Abbagno di Michel Camillo
