Nei giorni scorsi i miei figli hanno deciso di omaggiarmi di un orologio.
Un oggetto che avevo abbandonato con l’avvento del cellulare e che da poco ho deciso di tornare a utilizzare.
L’orologio che ho ricevuto è molto bello. Un bel cinturino in pelle. Un quadrante ampio e ben visibile. Ha un display digitale ma pazienza. Tra l’altro è possibile settarlo in modo da visualizzare , se lo si desidera, un vecchio quadrante dei vecchi orologi. Magari con i numeri romani e la lancetta dei secondi che avanza inesorabile.
Dunque quale è il problema , direte voi ?
E’ presto detto.
Non sapevo, mettendomi al braccio questo orologio, di indossare un vero e proprio rompiscatole.
Le mie passeggiate non sono ormai più semplici passeggiate tra il verde. Sono diventate una continua sfida con me stesso per il raggiungimento degli obiettivi giornalieri fissati. 8000 passi da raggiungere a tutti i costi o altrimenti sottostare ai sensi di colpa che la mia pigrizia mi procura.
Ma c’è dell’altro. Molto altro.
I battiti cardiaci. Ho scoperto di avere un ritmo cardiaco non soddisfacente. Un poco più alto rispetto alla media e dunque devo impegnarmi per stabilizzarlo facendo esercizio fisico tutti i giorni fino al raggiungimento del livello ottimale.
Ma non è ancora finita.
Questo aggeggio infernale vuole conoscere la mia pressione sanguigna. Il mio peso. La mia altezza. Questo perché con un magico algoritmo riesce poi a sentenziare il mio stato di salute dicendomi se devo preoccuparmi o attendere sereno i tempi della vecchiaia.
Qualche volta temo addirittura che l’aggeggio sia in grado di prevedere quando avverrà la mia morte!
Poi ci sono le statistiche mensili.
Quanto minuti dormo al giorno e quando dovrei dormire.
Da ultimo c’è il fatto che il terribile aggeggio visualizza sul suo display la mail ricevute e anche i messaggi con il risultato che neppure durante le mie passeggiate posso sentirmi davvero solo , lontano dalla frenesia del mondo moderno e in pace con me stesso.
Oggi però ho avuto una illuminazione.
Dalla cucina e anche dalla campagna circostante al paese posso vedere l’ora del campanile.
Ho deciso. Da adesso in poi sarò campanile-dipendente e riporrò l’orologio in un dimenticato cassetto.
E la felicità arriverà!
