In molti dei miei scritti ho spesso affermato che il mondo dei boomer, il mio mondo, era caratterizzato da alcuni elementi che lo distinguevano. Uno tra tutti : l’ingenuità.
Ma perché, direte voi, oggi non si è ingenui oggi a credere a tutte le balle dei politici su accise, ponti varie e migranti ?
Certo, anche questa è ingenuità ma è una ingenuità che sconfina nella stupidità. Che anzi non è altro che stupidità. Questa è la differenza.
La mia ingenuità giovanile era invece una ingenuità simile a quella del “ fanciullino” pascoliano. L’ingenuità di chi si stupiva che magari un uomo politico venisse arrestato per frode. O di chi pensa che esista la possibilità di emergere nella società solo grazie al merito e non a conoscenze o classe sociale.
Non c’entrava la politica. Era un modo di vivere e di pensare.
Una ingenuità che però a un certo punto si era anche mischiata con qualcosa che nulla aveva a che fare con l’ingenuità : la rivolta contro il sistema.
Purtroppo chi crede troppo alle favole, quando scopre che esiste un mondo reale diverso dal mondo delle favole, si arrabbia e sragiona.
La nostra era una rivolta che introduceva in un mondo fino a quel momento ligio alle buone maniere, al formalismo e alle consuetudini, una novità : la cattiva educazione.
Io credo però che la nostra cattiva educazione non era l’atteggiamento di chi intendeva proporre se stesso ignorando regole e il mondo circostante. Noi non eravamo i supponenti palestrati con il mito della forza che oggi siamo abituati a conoscere.
La nostra era la cattiva educazione di chi intendeva distruggere tutti i miti di un mondo che stava morendo per sostituirli con altri più veri e più sinceri ( tra l’altro, anche questa è ingenuità).
Ci eravamo illusi, per parafrasare una famosa canzone di Guccini, di cambiare “perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura, una politica che è solo far carriera,”
Ci siamo anche illusi di riuscirci proprio perché eravamo ingenui e illusi.
Oggi non ci resta altro che commuoverci quando ricordiamo quei tempi o quando ascoltiamo canzoni dedicati a quella pseudo rivoluzione.
Che triste fine per dei sognatori ingenui e maleducati !
