Ritratti Sportivi di Stefano Villa: EDIN DZEKO, IL CIGNO DI SARAJEVO

Oltre 300 reti in carriera nei principali campionati europei, ma anche tanto altro: Edin Dzeko è il ritratto del perfetto centravanti moderno.

Un numero 9 con il piede educato, prerogativa dei grandi numeri 10. Un uomo capace di segnare in ogni modo e al tempo stesso di aprire il campo per i compagni: esistono pochi giocatori belli da vedere e al tempo stesso decisivi come Edin Dzeko, anche all’alba dei 38 anni.

Un ragazzo partito da Sarajevo che deve fare i conti con gli orrori della guerra fin da bambino.
Ha soltanto sei anni quando nel 1992 inizia il conflitto in Bosnia, e il piccolo Edin passa la sua infanzia sotto le bombe nella casa dei nonni a Otoka. Dodici persone in una casa di appena quaranta metri quadrati, un’esperienza che segnerebbe profondamente chiunque a qualsiasi età.
L’unico momento di svago è rappresentato dal pallone, il suo passatempo preferito che gli permette di non pensare ai missili serbi per qualche ora.

Dzeko si mette in mostra nelle giovanili dello Zeljeznicar prima di trasferirsi a 19 anni al Teplice in Repubblica Ceca. In questa prima avventura all’estero avviene il cambiamento tattico che gli svolta la carriera: viene spostato da centrocampista ad attaccante, segnando a ripetizione.
Viene notato dal tecnico del Wolfsburg Felix Magath che lo porta in Germania.

Una prima annata di ambientamento andando in doppia cifra prima dell’esplosione definitiva con 25 gol e 10 assist che, uniti ai 28 centri del brasiliano Grafite, portano i verdi alla conquista del primo campionato della loro storia.
Nel gennaio 2011 il Manchester City di Roberto Mancini lo acquista per 35 milioni di euro e il suo arrivo è decisivo per la vittoriosa cavalcata del 2013 con la rete nei minuti di recupero contro il QPR che tiene in vita ai Citizens prima dell’apoteosi finale al gol del Kun Aguero.

Nell’estate 2015 sbarca in Italia alla Roma. Ha 29 anni, ma nel nostro paese vive una seconda giovinezza: nelle sei stagioni in giallorosso realizza 119 gol diventando il miglior realizzatore straniero nella storia del club ma non riuscendo a vincere nessun trofeo, unico neo della sua avventura nella Capitale.

La nuova svolta arriva nell’estate 2021 quando l’Inter cede Romelu Lukaku al Chelsea e per sostituirlo decide di puntare sul Cigno di Sarajevo, un soprannome che riassume al meglio la sua eleganza sul campo da calcio.
Nella prima stagione in nerazzurro segna a ripetizione e contribuisce in maniera importante alla vittoria della Supercoppa Italiana e della Coppa Italia facendo innamorare il popolo interista, anche per la rete nel Derby di Supercoppa 2023 che regala il terzo titolo in due anni.

Al termine della stagione Dzeko lascia l’Italia per una nuova avventura in terra turca con la maglia del Fenerbahce, un nuovo capitolo di una carriera straordinaria.

Anche il suo rapporto con la maglia della Bosnia è segnato da gol in continuazione oltre a una costanza che gli consente di diventare il recordman per presenze. Il suo legame con la terra natia è sempre stato molto forte e una chiamata della nazionale non è mai stata rifiutata.

Un attaccante atipico capace di giocare insieme a un altro bomber di razza senza pestarsi i piedi che alla soglia dei 38 anni ha ancora tanta rabbia agonistica dentro di sé.
Dalla bombe di Sarajevo all’esplosione di gioia di San Siro, Edin Dzeko ne ha fatta tanta di strada, ma non siamo ancora arrivati all’ultima pagina del romanzo.

Stefano Villa – reporter cooperator

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