L’opinione sportiva di Stefano Villa: NEW YORK É SEMPRE NEW YORK, ANCHE SE NON VINCE…

Il campionato NBA in corso segna il cinquantunesimo anniversario dall’ultima vittoria dei New York Knicks, ma nonostante l’infinito digiuno la franchigia rimane “cool”.

Stagione NBA 1972/73, in finale i New York Knicks con Phil Jackson in campo battono 4-1 i Los Angeles Lakers conquistando il secondo anello della loro storia. Sono passati oltre cinquant’anni da quel successo, mezzo secolo nel quale la rincorsa al titolo non è mai iniziata, ad eccezione dei Knicks di metà anni ’90 con Pat Riley in panchina e Patrick Ewing in campo, in quanto il successo è sempre sembrato un miraggio.

Eppure la franchigia ha sempre mantenuto una valutazione economica mostruosa per diversi motivi: il fascino della Grande Mela e il leggendario Madison Square Garden, ma anche la tradizione di una squadra che è presente dalla primissima stagione NBA nel lontano 1946, l’unica insieme ai Boston Celtics. Fattori che portano i Knicks al secondo posto nella classifica delle franchigie più valutate della lega con 5,8 miliardi di euro (in vetta troviamo i Golden State Warriors con 6,9 miliardi).

Dati economici spaventosi nel senso migliore del termine che però non hanno impedito un decadimento tecnico senza fine. Tutto ciò tiene lontani i New York Knicks dalla possibilità di ingaggiare Free Agent di alto livello impedendo così di costruire roster capaci di arrivare fino in fondo.
A questo si aggiunge un miopismo nelle scelte al Draft che ha portato nella Grande Mela giocatori poco impattanti, una situazione difficile che tiene i Knicks in un “limbo” dal quale non riescono a uscire.

Quest’anno la squadra allenata da Tom Thibodeau è partita forte, ma nell’ultimo periodo ha ottenuto una lunga striscia di ko che ha ridimensionato la stagione dei Knicks che, a meno di colpi di scena, arriverà alla post season ma senza velleità da titolo.

Vedremo quale sarà il futuro a medio-lungo termine. I fasti di cinquant’anni fa sembrano, ad oggi, difficilmente raggiungibili.

Stefano Villa – reporter cooperator

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