I Boomer e gli influenzer di Roberto Pareschi

In questi giorni è apparsa la notizia che alcuni c.d. influencer sarebbero indagati per aver evaso milioni di tasse dovute.
Questa notizia mi ha dato lo spunto per ragionare su cosa sono gli influencer e come io possa fare i conti con questa figura molto giovanile.
La prima domanda che mi sono fatto è “ ma gli influencer esistevano già ai miei tempi ?”.
Esistevano cioè negli anni settanta persone in grado di influenzare e indirizzare i comportamenti dei giovani?
Non ho dubbi. In questo senso già ai nostri tempi esistevano molti influencer.
Erano personaggi carismatici che quasi sempre avevano a che fare con la politica e sempre con un certo orientamento. Non è questa la sede per discutere sulla correttezza o meno di un pensiero. Quel che è rilevante è che questi personaggi potevano con una sola parola indirizzare il comportamento di masse di giovani.
A chi mi riferisco ?
A personaggi che erano solo dei simboli e ad altri che erano invece attivi in quegli anni e che godevano di ampio seguito.
Tra i primi mi viene da ricordare uomini come Che guevara, lo stesso Fidel Castro, i capi militari della guerra contro gli americani in Vietnam
Tra i secondi i leader studenteschi ed alcuni leader politici e soprattutto i cantautori di tendenza.
Riferito alla mia persona posso dire che alcuni cantautori ( oggi felici e “moderati” pensionati) hanno certamente accompagnato la mia giovinezza e certamente ne hanno influenzato ( dunque sono stati influencer dell’anima) il suo evolversi.
Tra gli italiani Francesco Guccini era senz’altro un mio riferimento. Tra gli stranieri ricordo una infatuazione non banale per gli Intillimani.
Tra i personaggi carismatici non posso dimenticare Che guevara, la sua lotta contro le dittature che io avevo fatto mia senza distinguere tra vere dittature e “dittature” come quella italiana che invece dittature non erano.
Dunque loro erano a tutti gli effetti degli influencer degli anni 70.
La differenza con gli attuali influencer ?
A differenza degli attuali, creature dedite al più bieco consumismo, i miei influencer parlavano soprattutto di coscienze, di diritti , di libertà.
Inoltre i miei influencer non evadevano le tasse perché non possedevano denaro, non agivano per il proprio interesse personale e in qualche caso neppure sapevano cosa volesse dire avere un conto in banca. E questa è la ragione principale per cui ho una enorme nostalgia di quel “dorato” periodo.

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