Tutti abbiamo un elenco di film che amiamo.
Questo elenco è strettamente personale, per quella che è la mia esperienza non si potrà mai condividere pienamente il gusto cinematografico perché deriva da un insieme di caratteristiche insite in quella specifica persona e non in altre.
Il gusto cinematografico, e potremmo allargare alla percezione di qualsiasi opera d’arte, è dovuto al processo culturale, alla sensibilità, al proprio vissuto, fattori davvero specifici e non trasferibili.
Aggiungo che il gusto cinematografico non è discutibile e non deve essere giustificato.
Nessuno possiede la verità assoluta, nessuno può dire “quel film è bello, quel film è brutto”.
Tutti possiamo dire “quel film mi è piaciuto, quell’altro no”.
Con la conoscenza individuale, la capacità di esposizione e di analisi si possono spiegare le proprie scelte, senza imporle ma anche senza doverle giustificare.
La storia della critica cinematografica è piena di cantonate prese da persone del mestiere: critici che stroncavano film che in seguito sarebbero stati importantissimi, o al contrario l’esaltazione di film che nel giro di pochi anni sarebbero stati giustamente dimenticati.
Ma veniamo al mio elenco.
Ne metto venti, non in ordine di preferenza.
Di ognuno potrei scrivere pagine.
Ne potrei aggiungere altri venti, che per me valgono allo stesso livello ma mi sono imposto un limite per questo articolo.
Quali sono i miei criteri?
Dalla visione di un film io devo uscire arricchito, come diceva truffaut “il cinema migliora la vita” e questo chiedo ad un film.
Ci devo vedere il piacere della narrazione, scelte geniali, l’intelligenza della scrittura, l’originalità della storia.
Il cinema nasce agli inizi del 1900 come puro intrattenimento, è una produzione industriale e come tale deve produrre denaro.
Poi, per quello strano e imprevedibile meccanismo che è la creatività umana, in mezzo ai prodotti industriali ne escono alcuni che si elevano a vera arte.
E di questi noi possiamo usufruire.
Anche oggi il cinema è pura industria ma anche oggi, per fortuna, escono film di grande sensibilità.
Aggiungo infine che le mie scelte hanno anche una valenza affettiva.
Ci sono film che assumono per me un significato particolare, per ciò che narrano o anche per il momento in cui li ho visti.
AMORE E GINNASTICA (1973) di Luigi Filippo d’Amico.
C’ERAVAMO TANTO AMATI (1974) di Ettore Scola
LE MONTAGNE BLU (1984) di El’dar Sengelaja
VOGLIAMO VIVERE (To be or not to be) 1942 Ernst Lubitsch
LA ROSA PURPUREA DEL CAIRO (1985) Woody Allen
ILSENSO DELLA VITA (1983) Monty Python
I SOLITI IGNOTI (1958) Mario Monicelli
L’OCCHIO DEL DIAVOLO (1959) Ingmar Bergman
LA GRANDE GUERRA (1959) Mario Monicelli
SOGNI (1990) Akira Kurosawa
SINGING IN THE RAIN (1952) Stanley Donen e Gene Kelly
A QUALCUNO PIACE CALDO (1959) Billy Wilder
RUMORI FUORI SCENA (1992) Peter Bogdanovich
QUARTO POTERE (1941) Orson Welles
EFFETTO NOTTE (1973)Francois Truffaut
NODO ALLA GOLA (1948) Alfred Hitchcock
THE BLUES BROTHERS (1980) John Landis
METROPOLIS (1927) Fritz Lang
HARRY TI PRESENTO SALLY (1989) Rob Reiner
IL CIELO SOPRA BERLINO (1987) Wim Wenders
IO, IO, IO E GLI ALTRI (1966) Alessandro Blasetti
Danilo Ramirez – reporter cooperator contg.news
