Il testimone è un film russo prodotto nel 2023, scritto da Sergej Volkov e diretto da David Dadunashvili. In Italia è distribuito in versione originale sottotitolato tramite circuiti alternativi e militanti grazie all’opera di Donbass Italia, un canale di controinformazione creato dal giornalista Vincenzo Lorusso, che sarà presente alla proiezione di Vigliano Biellese.
Il film ha come protagonista un violinista belga di fama internazionale che si ritrova con la propria manager in Ucraina nei giorni in cui inizia l’operazione militare speciale delle forze armate russe.
Pertanto, non siamo di fronte a un documentario, bensì a un prodotto dell’industria cinematografica che sfida l’egemonia statunitense sul difficilissimo terreno dell’intrattenimento. Lo scopo è quello di agganciare il pubblico non politicizzato, che ascolta le notizie distrattamente e finisce per farsi trascinare dalla corrente. Insomma, il “target” è la grande massa che accoglie e riproduce il “sano e semplice buonsenso” su cui si fonda la narrazione dell’aggressione e dell’aggredito.
Il protagonista, infatti, malgrado sia oggettivamente un intellettuale, non sa nulla di quanto accaduto tra Russia e Ucraina negli ultimi anni. Non conosce il colpo di stato orchestrato dagli Stati Uniti, il massacro della casa dei sindacati di Odessa, la guerra in Donbass. E così, quando si ritrova ad avere a che fare con i tagliagole nazisti del battaglione Azov, non ha la minima idea di chi ha di fronte. Fino a quando lo stupro e l’uccisione della sua manager, un tour nelle stanze delle torture dove vengono rinchiusi semplici cittadini, e i dialoghi con un bambino originario del Donbass non gli faranno aprire gli occhi. Ma la sua ingenuità non finirà così facilmente. Scampato per miracolo ad una delle tante provocazioni messe in scena dai miliziani ucronazisti per giustificare la guerra, il film termina col protagonista che si ritrova ospite in uno studio televisivo belga ad ascoltare stupefatto un resoconto dell’eccidio che ribalta le responsabilità.
Insomma, siamo di fronte a un film, che ribadisco, non è un documentario, ma un soggetto che lancia un messaggio di speranza se si riesce a fare un piccolo passo avanti nella giusta direzione, quello del sentire due campane prima di emettere un giudizio o un’opinione.
