Ritratti Sportivi di Stefano Villa: ANDY BREHME, UN TEDESCO DALL’ANIMO INTERISTA

Un uomo che ha lasciato il segno nella storia del calcio mondiale che ci ha lasciato troppo presto.

Un tedesco dall’animo gentile che ha lasciato un segno di gioia dentro chi l’ha conosciuto: Andreas Brehme è stato un fuoriclasse assoluto dentro e fuori dal campo.

Partito dal Kaiserslautern (squadra dove finirà la carriera) per poi approdare al Bayern Monaco e all’Inter, Brehme ha fatto incetta di titoli nel corso della sua carriera. E non poteva essere diversamente per un giocatore della sua caratura tecnica.

Un terzino sinistro come se ne sono visti pochi nella storia del calcio italiano, ancora meno con la maglia dell’Inter tanti che per almeno due decenni si parlò di “maledizione di Brehme” per la mancanza di un giocatore capace di prendere il suo ruolo nella Beneamata. Come se fosse semplice trovare un sostituto alla sua altezza…

Totalmente ambidestro (un grande campione come Lothar Matthaus, pur giocandoci insieme a lungo, non ha mai capito se fosse destro o sinistro), un regista aggiunto in quella formazione nerazzurra che stracciò tutti i record del campionato italiano.

E poi la freddezza nella finale dei Mondiali di Italia ’90 decisa da un suo calcio di rigore a sei minuti dalla fine a Sergio Goycochea, lo stesso numero uno che neutralizzò Donadoni e Serena pochi giorni prima nella semifinale. Un rigore che lo stesso Matthaus non si sentiva di calciare e che Andy trasformò con il destro, probabilmente il suo piede “debole”.

Anche dopo la fine della carriera il suo legame con l’Italia e con l’Inter è rimasto forte, fortissimo. Con i compagni di squadra dell’epoca, con chi ha vestito dopo di lui la maglia nerazzurra, con i tifosi che non l’hanno mai dimenticato fino alla sua prematura scomparsa.

“Zenga, Bergomi, Brehme…”, la filastrocca riguardante l’Inter dei Record 1988/89 inizia così e continuerà a farlo, per sempre.

Stefano Villa – reporter cooperator

Lascia un commento