Il più grande sportivo di sempre, il giocatore che ha fatto esplodere il basket nel mondo, un vincente compulsivo: tutto questo e molto altro è stato ed è ancora oggi Michael Jordan.
Cosa scrivere di un mito planetario come Michael Jeffrey Jordan che non sia stato ancora detto? Si può cadere facilmente nella retorica parlando del numero 23 dei Chicago Bulls, un fenomeno che ha saputo diventare più grande della NBA stessa.
Dall’Antartide al Sudamerica alla parola basket il primo pensiero finisce al prodotto di North Carolina, l’emblema sportivo degli anni ’90 e non solo.
Allora prendiamo in prestito una frase di coach George Karl, allenatore dei Seattle Supersonics che si sono battuti con i Bulls nelle finali NBA 1996 per capire la sua ossessiva ricerca della vittoria: “Per battere MJ devi strappargli il cuore”.
Tralasciamo le statistiche, i numeri non possono esprimere il valore sul parquet di ‘His Airness’ nella sua totalità. Anche fuori dal campo l’impatto che ha avuto sulla cultura sociale mondiale non ha precedenti, il più grande sportivo del ventesimo secolo con ampio distacco. Probabilmente solo Muhammad Alì può essere considerato ai suoi livelli in ambito sportivo e sociale per ciò che concerne il secolo scorso.
Ovunque ha predicato basket è riuscito a emergere. I successi di North Carolina, dei Bulls e del Dream Team di Barcellona ’92 portano in calce la sua firma. Basti pensare che la franchigia dei Tori rossoneri non è più riuscita a tornare in finale NBA da 1998, quando il tiro passato alla storia come “The Shot” ha permesso ai Bulls di vincere contro Utah in Gara-6, il sesto titolo della dinastia.
Aggiungere altro potrebbe essere addirittura offensivo. Michael Jordan è uno di quei pochi personaggi che hanno letteralmente cambiato il mondo con i loro gesti.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: MICHAEL JORDAN, IL PIÚ GRANDE DI SEMPRE
