Il giornalista in Italia.

<<Mariana Mazzucato, economista americana e docente alla University College London, stasera a Otto e mezzo ha detto una cosa, secondo me, deflagrante, che è stata fatta passare in sordina dai presenti. Ha fatto notare come giornalisti che parlano fra loro in una trasmissione televisiva sia un fatto molto strano e originale, che succede solo in Italia e che alla BBC non accade e non accadrebbe mai. Ha messo il dito nella vera piaga della nostra informazione: giornalisti che, invece che raccontare fatti, espongono loro opinioni, che poi non sono le loro ma del loro editore. Vale per tutti i presenti: per Mieli, per Bocchino, per Gruber e per Giannini. Questa è una originalità tutta italiana. Non esiste in altre parti del mondo che dei giornalisti facciano gli opinionisti e si scambino punti di vista. Il giornalismo non deve basarsi su punti di vista. Così facendo, di fatto, questi giornalisti manipolano le altrui opinioni. Lei lo ha fatto coraggiosamente notare e Mieli, con la sua solita espressione alla Braccobaldo, ha miserabilmente immediatamente sminuito la sacrosanta obiezione di Mazzucato, mentre alla Gruber si è sciolta 3/4 di gomma sulla faccia e il Botox si è rapidamente assorbito, lasciando spazio ad un’espressione di sdegno mista a spavento.
Giannini ha sgranato gli occhi, mentre Bocchino, che ce li ha già sgranati di suo grazie alle punturine della compagna, con sforzo sovrumano, li ha invece socchiusi.
Quando la verità irrompe, i miserabili indietreggiano.>>

Durante uno dei soliti inguardabili e noiosi talk show della tv italiana l’ospite, una delle poche persone che avevano qualcosa da dire, ha raggelato i presenti con le affermazioni sopra riportate.
Aggiungo, perchè in casa mia ci si collega spesso con la tv francese, che anche in Francia questo non potrebbe accadere.
Premettendo che le vendite dei giornali e che l’ascolto dei telegiornali, hanno raggiunto cifre di una pochezza imbarazzante, i giornalisti italiani non si accorgono che nessuno più li legge o li ascolta e proseguono con la loro supponenza, parlandosi addosso e credendo di possedere la verità.
E proprio di rispetto della verità parla il primo articolo della carta del giornalista (le regole che ogni iscritto all’ordine deve seguire).
Ma qui credo che il problema sia un altro.
Il dovere del giornalista è informare.
Il suo lavoro è la ricerca delle fonti per trasmettere alla popolazione una informazione il più possibile corretta e imparziale.
Che ci stanno a fare quindi i giornalisti in una trasmissione televisiva durante la quale discutono su un argomento a tema?
A chi interessa il parere dei giornalista?
Il giornalista più bravo è quello che fa parlare i fatti o le persone, in caso di intervista.
Il giornalista più bravo è quello della cui presenza non ti accorgi perché sa mettersi in secondo piano rispetto a ciò che sta esponendo.
Il giornalista più bravo è quello che vuole capire e si cala con umiltà nei panni del suo lettore in modo che questi possa appassionarsi alla notizia, al fatto, ai personaggi.
Ed è proprio questo il motivo per cui la gente si sta allontanando dalla carta stampata e dai tg, ma non puoi neanche andare a spiegarglielo, sono così tracotanti che non possono capirlo.

Danilo Ramirez – reporter cooperator contg.news

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