E’ accaduto che un liceo “occupato” per tre giorni dai suoi studenti sia balzato agli onori della cronaca perché durante questa occupazione gli studenti si sono abbandonati ad atti di vandalismo. Le stesse cronache parlano di circa 70.000 euro di danni.
La suddetta occupazione è avvenuta, per completezza di informazione, per ricordare la libertà allo studio. Sulla facciata era stata infatti posizionata una scritta emblematica “La nostra passione per la libertà è più forte di ogni autorità”.
E’ ovvio che quanto ho appena descritto non può che essere oggetto di profondo rammarico. Il diritto allo studio trasformato in vandalismo da stadio non aiuta a pensare bene e ancor meno a pensare.
Ma questo gesto che, ripeto, è assolutamente deplorevole, ha dato la stura a una serie di reazioni che forse già da sole spiegano perché queste cose accadono.
Se trasformare una occupazione in una occasione per distruggere arredi di un liceo è senz’altro insensato, altrettanto insensate sono state le reazioni in primo luogo del ministro alla istruzione.
Ancora una volta certi nostri attuali dirigenti dimostrano come per loro sia impossibile andare oltre “ il proprio naso”.
Il ministro ha proposto bocciature per tutti , minacciando una serie di azioni che chiaramente hanno il sapore della rappresaglia verso questi studenti.
Io però credo che un ministro dovrebbe innanzitutto interrogarsi sul perché queste cose accadono e non lanciare sulla scia dell’onda emotiva una vera e propria caccia alle streghe.
E credo anche che gli studenti dovrebbero innanzitutto iniziare a isolare la parte di loro che assume atteggiamenti preconfezionati senza avere la capacità e la forza di gestirli in modo intelligente e coerente.
Questi atti di vandalismo non fanno altro che dimostrare il “vuoto dentro” che attanaglia alcuni ragazzi prigionieri del nulla che li circonda.
Privi di un vero ideale ma solamente attaccati a degli slogan vuoti, da stadio.
Mi ha colpito che lo striscione esposto fosse in rima , sulla falsariga dei tanti striscioni esposti nello stadio.
Da bravo boomer anni settanta anche io ho sulla coscienza una occupazione del liceo. Tengo a precisare che il nostro striscione era molto ma molto più semplice. Diceva “ scuola occupata”
Questo è comunque un avvenimento che dovrebbe preoccupare , prima che indignare, chi è responsabile dell’istituzione scolastica.
Invece è troppo facile, semplicistico e comodo fomentare sentimenti di odio, di facili giudizi dimenticandosi ad esempio che la stragrande maggioranza dei ragazzi è già all’opera che riparare i danni causati.
Ma lo sappiamo tutti.
Questa non è l’epoca dei pensieri complessi. Si preferisce sempre abbandonarsi a slogan e facili accuse invece che a assumersi l’onere di risolvere i problemi.
