Per tre anni dal 2003 al 2005 presentai le selezioni di un defunto concorso canoro chiamato ‘Hit Festival di Saint Vincent’, uno dei tanti concorsi che riempivano le piazze e le speranze dei giovani cantanti e musicisti nell’era pre-talent televisivi.
Centinaia di iscritti, due luoghi di selezione (Pomigliano d’Arco per il Sud, Ivrea per il Nord) e finale al Palais orfano da qualche tempo del ‘Disco per l’Estate’. Nel 2004 selezioni anche a Biella al teatro Sociale dove, tra i tanti esclusi, la variopinta e discutibile giuria non notò una mia collega di lavoro del tempo, Gaetana Ferreri detta Giusy, che da lì a tre anni attraverso la prima edizione di X – Factor sarebbe diventata una grande della musica leggera e da dove passò, come cantante ballerino di circa 10 anni anche quel Davide Dato che è ora uno dei numeri uno della danza classica mondiale.
Dopo un tortuoso percorso di serate necessarie ad ingrassare economicamente il patron che, fallito il progetto festival avrebbe continuato nello stesso solco dell’ambiguità nel cinema, si saliva in Valle d’Aosta, dove i presentatori delle selezioni dividevano il palco con alcuni nomi di caratura nazionale e dove i finalisti potevano assistere alle esibizioni e ricevere i consigli di alcuni affermati autori e/o cantanti. E cito in ordine sparso Grazia Di Michele, Marco Ferradini, Syria. Un anno, mi pare proprio il 2004 ci fu anche Mango.
Nel dietro le quinte si presentò con un maglioncino nero che lo faceva sembrare ancora più magro e minuto con quella testa curiosa che si girava di qua e di là per vedere, osservare, capire e salutare tutti.
Passai l’intero pomeriggio e sera di domenica con lui tra cantanti e presentazioni, consigli e commenti.
Parlammo di vino, che la mia famiglia produce sulle colline Biellesi e che lui disse di voler produrre nella sua Basilicata in un luogo che stava mettendo a posto, parlammo dei muri a secco che come sculture i contadini di ogni latitudine sapevano fare e come fosse difficile trovare ancora gente capace di costruirli.
Frugò nel baule dell’auto per estrarre alcune foto di quel muro, di come il fratello (che sarebbe morto il giorno dopo la sua dipartita) lo stesse aiutando, dei profumi del mirto e della rosa, mi chiese addirittura consigli per un passo della canzone ‘ Il dicembre degli Aranci’, scritta con sua moglie che stava incidendo e della felicità che aveva nell’essere padre proprio con lei di una piccola peste che parlava sveglia a casa e dalla quale sarebbe tornato dopo quella ospitata, intercettata alla fine di un piccolo tour che certo ‘non è più come negli anni ’90, ma insomma non lamentiamoci’.
In un pomeriggio mi fece sentire suo amico. Cosa non affatto scontata. Lavorai bene con lui e ne ho conservato un ricordo piacevole e tenero fino alla sua fine prematura a soli 60 anni. Dieci anni fa.
Oggi, quella piccola peste, della quale parlava orgoglioso con me nel dietro le quinte ha vinto Sanremo dopo un folgorante percorso attraverso ‘Amici’ e una collaborazione con Madame.
L’errato pronostico che ho azzardato con Irama vincente ( che mi rovina una serie positiva di azzeccati vincitori, mannaggia… ) mi lascia un po’ l’amaro in bocca, ma questo ricordo mi rende invece dolce l’addormentarmi a tarda notte dopo aver atteso l’esito di Sanremo 2024 e la vittoria di Angelina.
A lei i miei complimenti con lo sguardo alto verso il cielo piovoso ed invernale di questi giorni dove ‘rondine andata via’…
