La leggenda del nuoto ha segnato un’intera epoca nella storia dello sport.
Può un’edizione dei Giochi Olimpici cambiare la vita di una persona? Nel caso di Mark Spitz la risposta è assolutamente positiva.
Nato a Modesto, California, il 10 febbraio 1950, Spitz fin da ragazzo dimostra un talento unico per il nuoto tanto da attirare l’attenzione di molti addetti ai lavori a ridosso delle Olimpiadi di Monaco ’72, quelli che saranno i suoi Giochi.
In quel mese magico il “Granchio”, famoso per i suoi baffi, conquista ben sette medaglie d’oro nei 100 m e 200 m stile libero, nei 100 m e 200 m farfalla e nelle staffette 4×100 m stile, 4×200 m stile e 4×100 m misti.
Sette ori messi in bacheca con altrettanti record del mondo battuti, un risultato senza precedenti e che verrà battuto solamente trentasei anni dopo da un suo connazionale, l’imbattibile Michael Phelps.
Dopo quella straordinaria impresa che ancora oggi è scolpita nei libri di storia sportiva Spitz annunciò il ritiro a soli 22 anni per dedicarsi agli spot pubblicitari, molto remunerativi per uno sportivo del suo livello che in età ancora giovane aveva già ottenuto tutti i risultati che poteva sperare di ottenere.
Decise di tornare in vasca nel 1991 a 41 anno per una scommessa con il famoso produttore cinematografico Bud Greenspan che gli promise un milione di dollari se fosse riuscito a qualificarsi alle Olimpiadi di Barcellona dell’anno successivo. Non riuscì nel suo intento dato che non ottenne il tempo minimo per poter partecipare alle batterie olimpiche, ma Mark Spitz non aveva più nulla da dimostrare a sé stesso e a tutti gli amanti del nuoto.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: MARK SPITZ, L’ANTESIGNANO DI PHELPS
