Clara, voto: 5
Il testo non lascia traccia, la melodia si adegua, l’esibizione evapora. Clara ha vinto Sanremo Giovani e può bastare così. Acerba
Fiorella Mannoia, voto: 6,5
Testo impegnato, melodia che rimane immediatamente in testa, forse non originale, ma di certo subito orecchiabile. Vincerà il premio del miglior testo. Prevedibile
Sangiovanni, voto: 6
Beat contemporaneo e archi della tradizione. Indeciso nella canzone e anche nei sentimenti, la storia è finita e non riesce a scegliere fra il ‘lasciami’ e il ‘capiscimi’. Indeciso.
La Sad, voto: 4
Non basta una cresta punk o un ciuffo colorato per stare su un palco e definirsi punk. Non bastano il nobile messaggio dei cartelloni con le frasi di ragazzi che si sono tolti la vita per dare spessore. Tanto fumo e nessuna sostanza. Banali
Ghali, voto: 7,5
La prima volta di Ghali a Sanremo : dialogo con un alieno a cui spiega la bellezza del nostro pianeta. Lui con il look luccicante e le treccine ha un che di extraterrestre che rende l’idea della canzone. Spaziale.
Irama, voto: 9,5
Che pezzo! Parte con l’orchestrona e poi si svuota perché il dramma sentimentale che racconta (il freddo della mancanza) ha bisogno di spazio. Un altro Sanremo centrato che lo porterà ad esserne il vincitore. Consacrazione.
Negramaro, voto: 6
Maluccio l’arrangiamento che impedisce una serena amalgama con la voce di Giuliano che ha il prezioso dono della singolarità. Incompleto.
Annalisa, voto : 8
In pieno stile ‘Annalisa’ : tra un sexy ‘oh’ ed un erotico ‘ah’ , come nella sua parodia della Gialappa’s, ha voce intonata, precisa e gradevole .Brano orecchiabile che arriverà fino all’estate. Lei bella, ma anche simpatica. Attrattiva.
Mahmood, voto: 6,5
Look da pescatore alla trota, emozionato e sincero. Inconfondibile timbro leggermente scentrato per uno dei suoi consueti testi solo apparentemente banali. Arrangiamento e sound molto vario. Da lui ci si aspetta sempre tanto, ma questa volta non convince fino in fondo. Appesantito.
Diodato, voto : 6
Una bella canzone, con gli archi dell’orchestra coinvolti nel sound di un testo ‘paraculo’ come la pubblicità dell’ Esselunga ‘carota-karaoke’ che da lì a poco andrà in onda sulla Rai. Peccato.
Bertè, voto : 5
Con tutto l’affetto, il rispetto e l’ammirazione che si deve a chi ha scritto pagine importanti della musica italiana crediamo che Loredana avrebbe fatto meglio a risparmiarsi in questa partecipazione scontata e sguaiata. Inopportuna
Geolier, voto : 6
Al ‘Festival della canzone Italiana’ partecipa questo bravo ed elegante rapper con una canzone in lingua napoletana che per chi è cresciuto a latitudini più settentrionali non è del tutto comprensibile. Brano carino, ma circoscritto. Rivedibile.
Alessandra Amoroso, voto : 6,5
Sembra sempre che canti da anni la stessa canzone. Anche questa volta è così pur sciorinando ottime qualità canore e un look sofisticato ed elegante adatto alla kermesse Sanremese. Coerente
The Kolors, voto : 8,5
Come sempre suoni e arrangiamento ‘vintage’ modello anni ’80, presenza scenica impeccabile e testo simpatico con inciso orecchiabile. Un po’ Daniele Silvestri e un po’ Alan Sorrenti conquistano la platea e conquisteranno le radio e le piattaforme. Alla fine della serata è la prima canzone che canticchi. Non sono affatto banali, ma semplici. Efficacissimi.
Angelina Mango, voto : 7
Giovane, fresca e al tempo stesso adeguatamente classica. Il brano è di stampo Madame, che è tra gli autori. Cumbia ballabile che le orchestre di liscio in Riviera quest’estate riadatteranno alle loro necessità. Estiva
Il Volo, voto : 8,5
L’umiltà non è il loro forte e si presentano sempre in maniera un po’ supponente, ma la voce è invece la loro forza. Nel solco della tradizione del bel canto italiano, meno lirici e più pop del passato, iniziano singolarmente per poi diventare unisono come sempre nelle loro canzoni. Bella partitura per pianoforte inneggiano al ‘capolavoro’, che tale non è nella canzone, ma rimane un buonissimo lavoro. Miglior musica in gara. Centratissimi
Big Mama, voto : 6
Va bene, ok… deve lanciare un messaggio positivo e ce la fa. Null’altro. Testo banale, musica normale, ma bel ritmo e lei ‘flou’. Occasione persa. Ritmica.
Ricchi e Poveri, voto : 4
Inizio patetico con fiocchetto che impacchetta il duo e brano di stampo musical Disney dove Angelo ancora se la cava, mentre la ‘Brunetta dei Ricchi e Poveri’ senza più voce si dimena come Repetto dei tempi che furono negli 883. Pensionabili.
Emma, voto : 5
La si confonde subito con la Amoroso. Probabilmente il comune passato da Amici di Maria ne ha plasmato voci e scelte musicali. Canzone che sembra ‘a tratti ‘Comprami’ di Viola Valentino e a tratti ‘Mon amour’ di Annalisa dello scorso anno. Alla fine tra Amoroso, Viola Valentino e Annalisa si perde Emma che rimane in ‘apnea’. Dimenticabile.
Renga e Nek, voto : 6+
Tra i favoriti del Festival si confermano in una fase calante della loro luminosa carriera. Il tempo passa anche per loro che conservano a tratti lo smalto del tempo che fu. Come guardare una partita di vecchie glorie del calcio che entrambi amano, sviluppano una canzone a ritmo basso, camminata e non corsa, ma ricamata da una bella musica. Ci si aspettava di più però. Compitino.
Mr.Rain, voto : 8
Rivelazione dello scorso anno, mette sulle ‘Due altalene’ i ‘Supereroi’ dello scorso anno facendo pochi cambiamenti, ma forse è semplicemente il suo stile. Elegante e platinato fa su e giù con voce, parole e musica. Si siede sull’altalena scenografica ricordando, anche nella dolcezza, Francesco Nuti quando a Sanremo andò a cantare e solo per questo si merita un applauso. Tenero.
Bunker 44, voto : 3
Due rapper fanno mercato, tre una fiera. Qui sono in 5 più uno alla consolle per creare una gran confusione che alla fine si riduce a ricordare i ‘Bee Hive’ di ‘Kiss me Licia’. Pomodorabili.
Gazzelle, voto : 6+
Il Don Backy del nuovo millennio canta un bel brano dal testo piacevole e stimolante, la musica pop è azzeccata per incorniciare l’idea di un futuro parlando del passato. Poco Sanremese e un po’ cantautoriale. Evocativo
Danger D’Amico, voto : 5,5
Pieno di orsetti per un look indecente che voleva essere simpatico, ma che è ridicolo cerca di ripetere il successo di ‘Come si balla’, ma non ce la fa. Artefatto.
Rose Villain, voto : 8+
Estensione vocale, timbro, ma un po’ di imprecisioni per un brano molto difficile da cantare. Alla fine se la cava. Il cambio di ritmo per arrivare al ‘click, bum, bum’ funziona alla grande. Gradevole.
Santi Francesi, voto : 7,5
Duo interessante con una canzone difficile da apprezzare al primo ascolto. Voce, pianoforte e testo di quell’amore in bocca di stampo Pirandelliano. Il connubio con la musica dance sembra essere un plus perfettamente riuscito. Raffinati.
Fred De Palma, voto : 6,5
Giovane elegante nei modi, nei toni e nei brani. Non ha una voce memorabile, ma pur usandolo non sembra schiavo dell’auto-tune. Musica scontata, ma bel testo. Enciclopedico.
Maninni, voto : 6
Altro brano ben ‘suonato’, ma dal testo a tratti scontato, tipo il passo ‘Tutto il mondo è una gabbia di specchi, una partita a scacchi’. Lui è gradevole. Zarrilliano.
Alfa, voto : 6,5
Nato nel 2000, fa musica della sua generazione con capace ironia e semplicità. Il testo è molto interessante e Alfa lo rende leggero e divertente. La musica, vista la struttura non può essere gran che, ma cerca di decollare dopo l’ ‘uh uh’ del cantante. Elfico.
Il 3, voto : 6
Caniggia che canta a tarda notte. Ritardatario
