Walt Disney una storia raccontata dal nostro Danilo Ramirez

Negli ultimi anni ha preso piede una corrente di pensiero critico, per fortuna piuttosto ridotta ma fornita di un certo seguito, che tende a denigrare l’opera di Walt Disney indicandolo come un conservatore, razzista, nazista, antifemminista.
Si tende a sminuire il valore dell’artista indicandolo come un abile commerciante che ha saputo fiancheggiare la politica americana e si arriva persino a indicare i suoi film come opere di “cattivo gusto” e di “scarso valore” (le parole virgolettate si trovano su un testo universitario molto importante di storia del cinema, testo sul quale sono passati centinaia ma forse migliaia di studenti compreso chi scrive).
Dove sta l’errore di questa analisi? Nel fatto che non si guarda un film come se fosse una operazione chirurgica, bensì bisogna avere la capacità di lasciarsi trasportare dalla poesia, capacità che alcune persone sostituiscono con la tendenza a assegnare posizioni standardizzate e precostituite.
Walt Disney è stata una delle poche persone che hanno cambiato la storia del mondo. Con la sua fantasia ha saputo entrare nelle case di tutta l’umanità e riinventare ad ogni generazione la magia della favola, del cartone animato, del fumetto.
Quando Disney ideò Biancaneve, nel 1937, venne considerato pazzo. Il mondo del cinema per intero gli disse che un film a disegni animati non avrebbe mai potuto reggere la durata di un lungometraggio. Ma il genio va sempre contro corrente perché vede strade che gli altri non vedono. Quel lavoro fu di una precisione e di una purezza assolute. Dopo quasi 90 anni quel film mantiene intatta la sua incredibile bellezza, curato in tutti i particolari in maniera maniacale. Un disegnatore per ogni nanetto, un disegnatore per ogni animale del bosco. Gli studi Disney producevano quotidianamente 2000 tonalità di colore e i disegnatori avevano questa scelta infinita e totale libertà artistica.
Ogni film dopo il primo fu una scommessa vinta. Bambi forse la scommessa più grande, una storia ardita, difficile, la crescita di un piccolo fino alla maturità adulta.
Ci siamo specchiati tutti nei film di Disney, c’è la nostra vita, la nostra infanzia.
Walt Disney ha vinto ben 26 oscar, una cifra spropositata alla quale mai nessun cineasta potrà avvicinarsi. 26 oscar su 56 nomination, pur non dando un gran valore al premio oscar che nella sua storia ha preso grandi cantonate (nessun premio a Hitchcock ad esempio la dice lunga), questo numero è davvero impressionante.
Ci sono così tante implicazioni nell’opera di Disney che è impossibile esaurire il discorso in poche parole. Io ne vorrei indicare una che mi ha colpito quando ho cominciato a guardare i film animati insieme ai miei figli piccoli e soprattutto con i loro occhi.
Nei film Disney è bandita la violenza. Pensate ai cartoni Warner (Duffy Duck, Gatto Silvestro, Will Coyote, Tom e Jerry) ma direi a tutta la produzione anni 50. I protagonisti non fanno altro che tirarsi martellate.
Niente di tutto questo nei Disney. Quando poi guardai Winnie Pooh restai incantato. Se si parla di rispetto, tolleranza, integrazione del diverso, lì c’è tutto questo, il messaggio è sorprendente. In ogni storia tutti all’aiuto di tutti senza che nessuno si arrabbi o aggredisca; generalmente c’è un problema da parte di uno dei personaggi e gli altri cercano la soluzione. Geniale, delicato, elegante, sensibile.
Una produzione infinita il cui pensiero si è conservato intatto nel corso di tutti questi anni.
La trilogia di Toy Story è un capolavoro assoluto. Anche lì il tema principale è un pensiero positivo: il valore dei giocattoli come compagni nella crescita di un bambino. Ma come è sviluppato! Una sceneggiatura perfetta, ogni battuta concatenata alle altre in una composizione che ti tiene incollato allo schermo. Il primo film una sorpresa per gli occhi e la mente. Il secondo più bello del primo, e già questo sembrava impossibile. Ma io devo dire che sono rimasto commosso dal terzo. Perché questo era rivolto a me, genitore. Il bambino è cresciuto e quando la mamma ha un momento di sconforto nel vedere la sua camera vuota e prontamente viene abbracciata dal figlio, ecco lì ho visto i miei figli grandi e mi sono passati davanti in un attimo gli anni tenerissimi della loro infanzia, che ho cercato di godermi il più possibile e come tutte le cose belle sono diventati un ricordo senza che quasi me ne accorgessi. Io penso che non capire questo sia una colpa grave, penso che guardare un film cercando scopi materiali e secondari sia la perversione di chi non sa più sognare con gli occhi di un bambino. Ma Walt Disney lo ha saputo fare e ha saputo trasmetterlo, per la nostra fortuna e di tutti coloro che sono cresciuti con i suoi film.
Si potrebbe parlare di Fantasia, altra grande scommessa, o del Maggiolino tutto matto, di Tarzan, del Re leone, degli Aristogatti, del Libro della giungla.
La spada nella roccia, l’ultimo film prodotto da Disney in vita, o di quel capolavoro senza tem,po che è Mary Poppins ed è un elenco infinito al quale ognuno potrebbe aggiungere i suoi preferiti. Sono pochi gli artisti che hanno saputo migliorare la nostra vita, Walt Disney è uno di questi.

Danilo Ramirez – reporter cooperator contg.news

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