La sera di martedì 30 gennaio nel seminario di Biella don Dezzuto ha tenuto una conferenza sul tema dell’intelligenza artificiale. Vediamo alcuni dei passaggi più significativi del suo discorso.
La nostra intelligenza si traduce anche nello sviluppo della conoscenza e della tecnologia. Con l’aiuto della tecnica gli esseri umani si sforzano di far diventare la terra una dimora degna per gli umani; questo è proprio ciò che Dio desidera. Il progresso della scienza e della tecnica porta ad accrescere la libertà e a sconfiggere i mali che affliggono l’uomo.

Ma quali saranno le conseguenze delle nuove tecnologie digitali? Ad esempio, stare sempre inchinati sul cellulare provoca dolori alle spalle e problemi di vista. Gli strumenti digitali cambiano il volto della comunicazione e molti aspetti della vita. Il web è caratterizzato dal sovraccarico di informazioni. Un filosofo coreano sostiene che stiamo vivendo un secondo illuminismo (dopo quello del XVIII secolo), che spiana le nostre azioni in operazioni; queste ultime avvengono indipendentemente da ciò che noi facciamo. La scienza e l’etica non sono mai due cose del tutto distinte. Non esiste una definizione univoca dell’intelligenza artificiale. Nell’uomo c’è una certa prevedibilità delle azioni, ma questo non impedisce la libertà, perché con la testa possiamo opporci.

L’intelligenza artificiale è una galassia di realtà diverse e non possiamo dire a priori che il suo sviluppo sia positivo. Tutelare i diritti è una questione di etica; non si tratta dell’etica cristiana piuttosto che di quella musulmana, ma di rispetto per l’uomo.

Se gli sviluppi tecnologici portano conflitti, non possono essere considerati vero progresso. Il nostro mondo è troppo vario, vasto e complesso per essere completamente conosciuto. Non è il consenso delle masse che determina la verità.

Non dobbiamo mai perdere di vista il senso del limite. Non possiamo dimenticare l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro; c’è il rischio che il vantaggio sia per pochi e provochi l’impoverimento di molti. La riduzione degli orari di lavoro ha aumentato il tempo libero delle persone, ma tale tempo è stato occupato in altri modi; infatti molte persone sono sgomente quando non hanno niente da fare.
Michel Camillo-reporter cooperator
