E’ indubbio che nell’arco degli ultimi 50 anni qualcosa è andato storto.
Molte a mio parere sono le occasioni di rimpianto.
Una certa indifferenza verso la cosa pubblica ovvero la politica.
Il disamore verso un valore irrinunciabile : la libertà.
Il rifiuto della cultura intesa come strumento di elevazione sociale.
Sarebbe troppo semplice e certamente molto ipocrita concludere che la colpa di questa situazione vada ricercata unicamente negli attuali protagonisti della nostra tormentata epoca. I giovani non sono colpevoli o comunque non sono i soli colpevoli
In realtà le “ vecchie” generazioni ( la mia e soprattutto le generazioni degli anni 80) hanno enormi colpe in questo stato di cose di cui forse non si rendono affatto conto.
Tra tutti gli aspetti negativi che ho elencato, due più di altri meritano secondo me alcune riflessioni: il disamore per la libertà e l’abbandono della cultura come strumento di elevazione sociale.
La liberta, quella stessa liberta per cui le generazioni precedenti la mia si sono battute e hanno anche sacrificato le loro esistenze, non è , per così dire, più di moda.
Io penso che la colpa di questo sia soprattutto da attribuire a genitori troppo attenti alla propria effimera affermazione. Troppo occupati a possedere e a mostrare potere. A questo si aggiunge il disinteresse o forse l’ignoranza verso le storie del passato e ciò che queste storie rappresentavano. Il risultato è stato che per lunghi anni non si è più parlato di dittatura, guerra di liberazione, persecuzioni verso gli ebrei. Dove si è giunto a disprezzare le storie dei nonni, la loro dignitosa povertà.
Oggi, molti giovani sono ormai disposti a barattare la propria libertà di espressione e la possibilità di affermare le proprie idee con il benessere effimero in cui viviamo
Non da meno esiste un problema di cultura.
La fame di cultura che ha contraddistinto i secoli precedenti i nostri si è ormai , secondo me, esaurita. La cultura intesa come conoscenza e come strumento di elevazione sociale è scomparsa.
L’importanza della istituzione scolastica è via via andata scemando. Il sacro terrore e l’indelebile rispetto verso maestri e professori e stato sostituito da una vomitevole conflittualità tra famiglie tese a giustificare i propri figli e gli insegnanti.
Oggi mi sento di poter affermare che la cultura, tranne rari e meritevoli casi, non è più per questa società un valore da perseguir e proteggere.
Lo dimostrano le storie di ogni giorno.
Individui con nessuna conoscenza scientifica che si sostituiscono a dottori che hanno dedicato la loro esistenza allo studio. Personaggi che non si vergognano della loro ignoranza ma anzi la contrabbandano come un valore della loro esperienza.
Potrei continuare all’infinito con queste argomentazioni. Ma sarebbe inutile.
Spero fortemente che le cose possano cambiare e che certi valori tornino a essere trainanti.
Ma certamente a me non sarà dato di vederlo.
