In questi giorno mi è capitato di parlare di che cosa sono oggi le feste di compleanno degli odierni figli e nipoti.
Sintetizzando : una apoteosi di effetti speciali e di abbuffate gastronomiche
E allora mi sono tornate in mente le feste di compleanno dei miei tempi.
Mamma e papa non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto e ogni festa di compleanno era una occasione per riunire i parenti più stretti in un incontro fatto di baci, di abbracci e di sorrisi. Qualche regalo non mancava ma si trattava per lo più di effetti “dimostrativi” e non di effetti “speciali”. Si trattava per lo più di oggetti utili che avevano in primo luogo lo scopo di far risparmiare i genitori e poi anche, semmai, di soddisfare i bisogni fanciulleschi del festeggiato.
Ricordo però ancora oggi la dolcezza infinita di quei momenti.
Provo ora a sintetizzare che cosa ho compreso sia oggi una festa di compleanno.
Intanto le mamme si attivano almeno un mese prima ( le più occupate) o da un anno all’altro le più premurose per trovare il salone ( qualcuno dice la “ location”) adatto all’evento.
E non è cosa da poco perché mediamente gli invitano non possono essere meno di trenta. I compagni di scuola. Gli amici e gli amici degli amici e ovviamente , ma non è cosa tassativa, tutti i parenti da quelli più stretti a quelli di quarto grado.
Poi ovviamente bisogna trovare il modo di intrattenere questi “ diavoletti” scatenati impegnandoli in giochi possibilmente il più possibile dinamici escludendo tassativamente qualsiasi gioco di società, passatempo troppo placido e anche troppo intellettuale da proporre.
Poi viene il momento fondamentale della scelta della torta. Su questa fase delicatissima si consumano le residue energie nervose di madri preoccupatissime.
Si procede agli assaggi. Si raccolgono le esperienza culinarie di altre mamme. In quei giorni le chat si intasano di considerazioni che vanno da “ torta buonissima” a “ torta da evitare”.
Poi finalmente il gran giorno.
Madri e padri accolgono gli ospiti, terrorizzati all’idea che la festa possa riuscire male. Sarebbe ai loro occhi una vera e propria sconfitta esistenziale.
In tutto questo il o la festeggiata rimane semplice spettatore. Vorrebbe tanto parlare con genitori e nonni per condividere le gioie del momento. Desidererebbe magari un abbraccio e un bacio. Ma tutti, proprio tutti, sono troppo impegnati nei preparativi e non possono certo perdere tempo in simili smancerie.
Infine i regali. Stiamo parlando di complicatissimi giochi elettronici o di altre diavolerie. Mai, dico mai, qualcosa di pratico e di utile.
Insomma i poveri genitori dei nostri tempi sono condannati a soffrire in silenzio questo rito. Gli strascichi delle fatiche sopportate peseranno per mesi e mesi e saranno un terribile ricordo che si porteranno appresso a lungo, forse fino al prossimo anno in attesa della sospirata e liberatoria maggiore età degli attuali innocenti pargoletti.
Roberto Pareschi-reporter cooperator
