Ritratti Sportivi: GIGI RIVA, UN ROMBO DI TUONO NEL CIELO DI CAGLIARI

Un grande calciatore, una persona speciale: questo è stato Gigi Riva. Un grande esempio per tutti.

In queste ore il mondo del calcio italiano si è legato attorno alla famiglia Riva per la scomparsa di un’icona della nostra storia sportiva, il miglior realizzatore della nazionale italiana: Luigi Riva da Leggiuno, un uomo che ha legato la sua carriera a un’isola e a una sola maglia, una terra la Sardegna che l’ha amato come un figlio e l’ha sempre ricordato.

A due settimane di distanza dalla scomparsa di Franz Beckenbauer perdiamo un altro grande protagonista dell’iconico 4-3 di Messico ’70.
Gianni Brera lo ha soprannominato Rombo di tuono per le capacità fisiche che lo hanno reso un incubo per tutte le difese avversarie. Ma Riva è stato un uomo silenzioso che si è sacrificato per gli altri, che ha sempre messo la squadra davanti al suo interesse.

Lo Scudetto del 1970 è la gemma più splendente di una carriera irripetibile. Scegliere di rinunciare alla corte delle grandi del nord per restare a fianco dei cagliaritani che lo hanno sempre sostenuto nei momenti di gioia e in quelli di difficoltà. All’Amsicora da giocatore e al Sant’Elia da icona assoluta, sempre a fianco del suo amato Cagliari.

In nazionale ha segnato 35 reti e ha avuto un ruolo fondamentale nella conquista della Coppa del Mondo 2006. Era il capo delegazione azzurro, ma per quel gruppo di giocatori era molto di più. Una guida da seguire e imitare che nel momento della festa ha scelto di farsi da parte per lasciare il palcoscenico ai ragazzi capaci di centrare quel grande risultato. Una lezione importante.

Un uomo, ancor prima di un campione, che non mancherà solo a Cagliari, ma a tutta l’Italia che in queste ore non può che salutarlo con tanto affetto e la nostalgia di un calcio che non c’è più.

Stefano Villa – reporter cooperator

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