Quando ero molto piccolo, se qualcuno mi chiedeva che cosa avessi voluto fare “ da grande “, rispondevo senza alcuna esitazione : il Papa.
Crescendo ho via via cambiato le mie aspettative ma una certa attenzione verso la figura del capo della chiesa mi è sempre rimasta.
Poi qualche anno fa è stato eletto al trono pontificio una persona secondo me davvero speciale : papa Francesco.
Spero di non essere considerato blasfemo se affermo che papa Francesco è in qualche modo un Papa boomer.
Perché ?
Perché come ogni “boomer che si rispetti” incarna in maniera quasi perfetta il comune senso della vita che appartiene a noi boomer.
La semplicità nell’approcciare il mondo
L’ingenuità di chi è capace ad osservare il mondo con gli occhi di un fanciullo e con gli occhi di un fanciullo è capace di cambiarlo.
Il coraggio di dire cose anche sconvenienti, magari rivoluzionarie e poi di saperle difendere contro tutti e contro tutto e soprattutto contro la morale tradizionalista.
La voglia di avvicinarsi alla gente.
Di includere tutti gli uomini. Proprio tutti. I cosiddetti normali ma anche quelli che con un luogo comune vengono definiti “diversi” e che poi tanto diversi non sono
Papa Francesco, secondo me, è riuscito ad avvicinare alla istituzione Chiesa anche quelli che, come me, pur non essendo praticanti guardano al cristianesimo come a un valore.
Ad apparire un uomo vicino alla gente senza peraltro mai dimenticare il suo ruolo di pastore.
Dovessi definire questo papa lo identificherei come un abile “ teologo del cuore”.
Un uomo capace di interpretare al meglio la difficoltà di essere cristiano ai giorni nostri.
Ma soprattutto un uomo che, come molti noi boomer, ha spalle larghe e idee chiare e che non si preoccupa di essere dirompete e fare e dire cose fuori dalle convenzioni.
