Un uomo che ha ridato lustro al ciclismo italiano nel mondo e che è stato portato negli abissi da dinamiche che non hanno nulla a che vedere con lo sport.
L’ultimo eroe nazionalpopolare, un uomo che univa le folle e riusciva a farsi voler bene da chiunque. Questo è stato Marco Pantani, la bicicletta come mezzo per entrare nel cuore della gente senza più uscirne.
Nato a Cesenatico nel 1970, a ventidue anni conquista il Giro d’Italia Dilettanti, una vittoria che lo fa conoscere al mondo prima del passaggio tra i professionisti. Alcuni infortuni rallentano la sua salita al successo tra i pro’ ma, da scalatore inimitabile quale è sempre stato, arrendersi non è contemplato.
Nel 1997 arriva la svolta con il passaggio alla Mercatone Uno che pone le basi per la sua leggenda che si costruirà definitivamente l’anno successivo con l’accoppiata Giro d’Italia-Tour de France. Il “Pirata”, per la sua bandana sempre sgargiante, è padrone del mondo.
Nel 1999 Pantani domina il Giro con prestazioni al limite dell’incredibile come la tappa vinta al Santuario d’Oropa, entrata nell’immaginario collettivo come esempio di lotta e fame di vincere.
L’idillio finisce con la tappa di Madonna di Campiglio, l’inizio della sua fine sportiva e non solo.
Gli esami evidenziano un livello di ematocrito troppo alto nel suo sangue e quindi viene escluso dalla gara, una botta dalla quale realmente non si riprenderà mai più. Ancora oggi ci sono moltissimi dubbi sugli esiti di quell’esame, probabilmente forzato da fattori esterni che con il mondo dello sport non c’entrano nulla.
La spirale negativa lo inghiotte e il giorno di San Valentino del 2004 il suo cadavere viene ritrovato in un residence di Rimini. Il “Pirata” se n’è andato fisicamente, ma il suo ricordo rimarrà per sempre nel cuore degli appassionati che si sono emozionati vedendolo salire sulle montagne più importanti con la sua bicicletta e l’espressione di chi sapeva di essere il più forte.
Come Pantani nessuno mai.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: MARCO PANTANI, IL PIRATA CHE UNIVA LE FOLLE
