La cronaca di questi giorni ha registrato un fatto che potremmo definire a metà tra l’incredibile e il disgustoso.
Un gruppo di ragazzi ha teso ad altezza d’uomo su una solitamente trafficata strada milanese “ per divertimento” – come hanno detto – un resistente filo di acciaio.
Come è facile capire, questo filo avrebbe potuto causare oltre che seri danni alle auto anche ai guidatori. Anzi l’insano gesto avrebbe potuto causare anche dei morti.
Le cronache raccontano che i ragazzi autori del gesto mentre compivano questa impresa ridevano e che sempre questi ragazzi hanno definito questa bravata “ un modo per divertirsi”.
Credo che di fronte a un simile gesto e a tali atteggiamenti non ci si possa esimere dal condannare in modo totale e senza alcune giustificazione, gli autori della bravata.
Ma poi, superato lo schifo provato e dopo essersi chiesti come sia possibile una simile stupidità, credo sia giusto farci qualche domanda o forse una sola.
Perché ?
Perché dei ragazzi annoiati hanno inscenato questa azione folle senza neppure rendersi conto delle conseguenze che avrebbe potuto causare ?
Perché hanno riso di fronte alla prima auto che ha subito le conseguenza del filo metallico ?
Si potrebbe rispondere dicendo che si tratta semplicemente di cretini ma poi mi viene in mente che dietro a questi giovani si nascondono delle famiglie, dei valori traditi, degli insegnamenti mai dati.
Essere giovane non ti assolve dalle tue responsabilità. Questo è ovvio.
Ma è altrettanto vero che un individuo giovane è plasmato dall’educazione. Una educazione che può essere riferita a valori positivi oppure a valori falsi e distorti.
Dunque io credo che la attuale filosofia del vivere è responsabile, esattamente come questi giovani, di quanto è accaduto.
L’essere furbi, sempre e comunque.
L’apparire.
Il denaro come motore del mondo.
La scomparsa del senso di giustizia.
Concetti che descrivono molto bene la nostra società.
Allora la seconda domanda che secondo me è opportuno farci e per la quale esiste una risposta ovvia è “ chi ha creato questo schifo?”
La risposta ?
NOI.
