#lunedìfestivo : i casi di cronaca raccontati da Andrea Guasco – Riapre il caso ‘delitto di via Poma’ ?

Il delitto di via Carlo Poma fu il fatto di omicidio commesso in danno di Simonetta Cesaroni nel pomeriggio di martedì 7 agosto 1990. Il delitto fu consumato in un appartamento al terzo piano del complesso di via Carlo Poma n. 2, da cui il nome, nel quartiere della Vittoria a Roma. Il caso non è stato mai risolto in oltre trent’anni di indagini.

Varie inchieste condotte negli anni e diverse piste investigative hanno spinto sotto accusa diverse persone tra il 1990 e il 2011. Dapprima Pietrino Vanacore (1932-2010), portiere dal 1986 al 1995 dello stabile dove avvenne l’omicidio, poi Salvatore Volponi (1943), il datore di lavoro della vittima, poi Federico Valle (1972), il cui nonno Cesare Valle (1902 -2000), progettista del complesso, risiedeva nello stabile, e infine Raniero Busco (1965), fidanzato della vittima; vennero tutte scagionate dalle accuse.

Il caso attirò un grande interesse dell’opinione pubblica e ad esso sono stati dedicati libri, numerose trasmissioni televisive di approfondimento e nel 2011 un lungometraggio televisivo. Il delitto di via Poma appare all’opinione pubblica come un caso di cronaca nera che per troppi anni è stato segnato da errori gravi che ne hanno compromesso le indagini[4], impedendo di scoprire l’autore dell’omicidio. Oltre l’identità dell’assassino, non si è mai avuta certezza del movente, dell’arma del delitto, dei presenti nel comprensorio di via Poma quel giorno e neppure dell’ora della morte della vittima. Si sarebbero dovuti approfondire alcuni immediati elementi oggettivi, non era chiaro infatti se si trattasse di un delitto passionale, attuato da qualcuno che Simonetta conosceva bene, oppure di un delitto casuale, attuato per ragioni istintive da qualcuno che la vittima non conosceva.

E’ sembrato ormai uno dei classici casi senza colpevole.

Uno dei tanti, troppi, in Italia.

Dopo anni di oblio ecco all’improvviso la novità di questi giorni:una pista, che per i carabinieri che hanno indagato sul caso è la più probabile, ma che non ha convinto la Procura di Roma, che ha deciso di chiedere l’archiviazione dell’ultima inchiesta sul delitto di via Poma. Secondo i militari, a uccidere Simonetta Cesaroni con 29 coltellate il 7 agosto del 1990, potrebbe essere stato Mario Vanacore, il figlio del portiere dello stabile dove è stato trovato il cadavere della giovane, Pietrino Vanacore, inizialmente sospettato nella prima inchiesta. Secondo la nuova ricostruzione dei carabinieri di piazzale Clodio, il portiere avrebbe nascosto la responsabilità del figlio, per poi togliersi la vita nel 2010.

Ora si parla di una riapertura delle indagini.

Tardiva.

Andrea Guasco

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