Un manifesto declinato in nove versioni, ognuna con i colori di ciascuna squadra di aranceri a piedi. Non era mai accaduto. E, altra novità, la scelta di puntare su una donna (arancera, appunto).
Il manifesto ufficiale firmato dall’illustratore 38enne Joey Guidone, e presentato dalla Fondazione il 2 dicembre scorso, ha infatti battuto tutti i record di apprezzamento sui canali social ufficiali, con 17.000 visualizzazioni e oltre 3.000 like solo su Instagram, e quasi 500 condivisioni su Facebook. E ha generato a sua volta la decisione di rendere tangibile il coinvolgimento delle componenti dello Storico carnevale declinando il manifesto in nove edizioni, con i colori delle squadre. Proprio il tema delle componenti (quelle che vivono e rendono possibile il divenire, anno dopo anno, del Carnevale che si fa tradizione) e della necessità di riportarle al centro dell’interesse era stato uno dei punti programmatici illustrati dal presidente della Fondazione Alberto Alma, in occasione della presentazione del nuovo consiglio di amministrazione.
Due le scelte forti, si diceva quindi: riportare la battaglia delle arance al centro della scena – sia pure con l’imprescindibile e fondamentale parte storica, richiamata sullo sfondo a sottolineare non solo l’unicità storica e culturale, ma anche il legame tra le parti – e scegliere ancora una volta una donna come protagonista assoluta dell’immagine. Nel corso degli anni, il manifesto che diventa, di fatto, l’immagine del Carnevale ha rappresentato tutte le componenti della festa: i Pifferi, gli Alfieri, il Libro dei Verbali con il Sostituto del Gran Cancelliere, gli Abbà e la Mugnaia. Un’altra serie di manifesti aveva scelto di rappresentare dei momenti, il getto delle arance e lo scarlo, tanto per citarne un paio. Quest’anno, la scelta è caduta sulla battaglia. Già, la battaglia. È l’elemento unico, quello che è diventato un’equazione a livello internazionale Carnevale di Ivrea uguale battaglia delle arance. È vero, per il territorio che vive l’evento, il Carnevale di Ivrea non è solo la battaglia delle arance, ma è quella ad avere una forza e un appeal che incanta, sorprende, meraviglia, attrae irresistibilmente e crea il desiderio di buttarsi nella mischia e far parte di questo rito collettivo catartico che rimanda al coraggio di lottare per i propri ideali.
E il simbolo della battaglia è una donna, ma non la Mugnaia, già al centro dell’immagine 2023, l’eroina iconica della festa, portatrice di valori indissolubili, su tutti quello della libertà, riconducibili a una tradizione che affonda le proprie radici nei secoli. Per l’edizione 2024, al centro dell’immagine è un volto moderno e attualissimo a rappresentare plasticamente la forza, il coraggio e la determinazione delle donne: un’arancera nell’istante del getto.
