L’uomo di Akron sta dominando la NBA da vent’anni con una forza e una continuità che non si è mai vista prima: ecco chi è LeBron Raymone James.
Quando arrivi in NBA a 19 anni con il soprannome di “Prescelto” e con Sports Illustrated che ti ha già dedicato una copertina prima ancora di aver messo piede su un parquet della lega, le aspettative non possono che essere altissime. Nel caso di LeBron James, però, sono state ampiamente rispettate.
Un’infanzia difficile con un padre che non ha mai conosciuto, passando da una casa all’altra senza aver la certezza di poter mangiare la sera. Madre Natura però l’ha dotato di un fisico perfetto per la pallacanestro e il tempo non tarderà a dimostrarlo.
Da Akron, Ohio, città che poco dopo la sua nascita darà i natali anche a Steph Curry, a St.Vincent St.Mary, fino alla chiamata come prima scelta assoluta al Draft 2003, uno dei più ricchi di talento di sempre.
A selezionarlo prima di tutti sono i Cleveland Cavaliers, una franchigia derelitta che si affida al talento di casa per arrivare in vetta. I Cavs diventano subito la sua squadra e nel 2006/07 si va in finale contro San Antonio, ma i ragazzi di coach Popovich dominano senza grossi problemi trionfando 4-0.
LeBron è ormai la stella più lucente della lega insieme a Kobe Bryant, ma Cleveland non ha i mezzi tecnici per provare a tornare alle Finals. Così nell’estate del 2010, nella tanto criticata trasmissione andata in onda su ESPN l’8 luglio di quell’anno, James annuncia di essersi accordato con i Miami Heat.
Nasce l’era dei Big Three con Dwayne Wade e Chris Bosh a completare un terzetto sensazionale, ma alle Finals sono i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki e Jason Kidd ad avere la meglio. Sembra che LBJ non sappia vincere. Già, sembra…
Nei successivi due anni Miami vince altrettanti anelli nelle finali contro OKC e San Antonio, è il coronamento di una carriera ma la fame di LeBron è impossibile da saziare.
Nel 2014 gli Heat tornano alle Finals contro i vecchi Spurs che hanno ancora tanta benzina in corpo e vendicano la sconfitta dell’anno prima: sarà l’ultimo atto di James a Miami.
Il suo futuro è un ritorno al passato, il lavoro a Cleveland non è concluso. LeBron vuole regalare un titolo ai tifosi dei Cavs, ma per arrivare in cima al mondo c’è uno spauracchio che sembra insormontabile: i Golden State Warriors di Curry, Thompson, Green e poi anche di Durant, la grande dinastia di questi anni.
L’ultimo atto tra Warriors e Cavaliers diventa un appuntamento annuale con Golden State grande favorita e quasi sempre vincente. La finale 2015/16 sembra seguire la falsariga di quelle passate con i Warriors, capaci di vincere 73 partite nella stagione regolare, avanti 3-1. LeBron è ancora una volta spalle al muro, ma nelle successive tre gare va oltre la perfezione riuscendo a ribaltare il risultato: il titolo è di Cleveland!
La più grande impresa sportiva della sua carriera dal punto di vista tecnico ed emotivo che lo porta di diritto nell’Olimpo del gioco, ma lui vuole continuare a vincere.
Lascia nuovamente Cleveland, stavolta da Re indiscusso, per andare ai Los Angeles Lakers, il binomio star-palcoscenico perfetto. In gialloviola vince il quarto titolo nella Bolla di Orlando, resa necessaria per l’emergenza sanitaria, nella finale contro i suoi ex Miami Heat.
Questa è la definitiva consacrazione per uno dei più grandi giocatori della storia che continua a macinare record su record. Il più importante il sorpasso a Kareem-Abdul Jabbar che gli permette di diventare il più grande realizzatore di sempre con il tassametro che continua a correre e ha già superata quota 39mila.
Nel giorno del suo 39esimo compleanno celebriamo LeBron Raymone James, uno straordinario atleta che sembra aver firmato un patto con il diavolo per come continua a dominare una lega che in questi vent’anni è stata da lui portata in un’altra dimensione.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: LEBRON JAMES, IL PRESCELTO
