Il comune di Orta San Giulio è suddiviso in due nuclei: il borgo di Orta San Giulio che occupa la sponda orientale del lago e l’Isola di San Giulio che è situata davanti al paese.
Questo luogo in cui il tempo sembra essersi fermato è ricco di storia e leggende. Proprio su una leggenda si basa il suo nome e la sua esistenza, perché Orta San Giulio si chiama così non solo per il lago, ma anche per il santo che secondo la leggenda l’ha liberata dalle grinfie di un drago che vi abitava. Giulio, proveniente dalla Grecia, arriva al lago e, mosso da una grande compassione verso gli abitanti del posto, decide di porre fine a questa condizione. Stende quindi il suo mantello sull’acqua e lo usa come zattera, prende la propria spada e raggiunge l’isola dove sconfigge il drago.
Il lungolago che conduce ad Orta è caratterizzato da un’abbondanza di dimore ottocentesche tipicamente in stile neoclassico e abbellite da giardini fioriti. Entrando nel borgo si incontrano palazzi del Seicento e del Settecento e il centro storico, non raggiungibile in auto perché destinato completamente a essere zona pedonale, si dirama in piccole stradine di pietra che arrivano a sfiorare l’acqua.
Piazza Motta, che si affaccia sulle acque del lago, è il fulcro del paese ed è il luogo in cui sorge il Broletto, un cortile rinascimentale costituito da un porticato dove si svolgeva il mercato e dove si tenevano le assemblee cittadine.
Da Piazza Motta, invece, si nota il piccolo porto dove i traghetti conducono i turisti dal borgo all’Isola di San Giulio, distante 400 metri dalla riva, parte anch’essa del territorio comunale.
In pochi minuti di navigazione si raggiunge dunque la suggestiva e romantica isola, costellata da case e attualmente abitata solo da una donna e 74 monache di clausura. Sbarcando sull’isola ci si imbatte in un’unica strada ad anello che se percorsa in un senso viene chiamata la Via del Silenzio, invece se percorsa nel senso inverso viene chiamata la Via della Meditazione.
Il grande bijou dell’isola è la Basilica di San Giulio che racchiude al suo interno affreschi dal valore inestimabile e i resti del santo conservati in una bara di cristallo nella cripta sotto l’altare.
La leggenda del luogo acquisisce maggiore credibilità e affascina ancor di più chiunque ne venga a conoscenza grazie ad una vertebra di notevoli dimensioni ritrovata nei pressi dell’isola, che viene attribuita proprio al drago sconfitto dal santo.
Fino all’Epifania l’isola è illuminata da video proiettori che la trasformano nell’isola delle stelle e per la notte di Capodanno è previsto a mezzanotte uno spettacolo pirotecnico.
Cosa dite per Capodanno? Anduma?
