UN COLPO DI FORTUNA è l’ultimo film di Woody Allen.
Il 50esimo della sua produzione ma con una particolarità diversa da tutti gli altri, è il primo girato in una lingua diversa da quella dell’autore, in francese.
Se si pensa che Woody Allen non parla francese si può restare interdetti ma il regista ha dichiarato che “sentiva” durante le riprese che gli attori interpretavano bene il suo pensiero, inoltre si trattava della realizzazione di un sogno: Allen ama molto il cinema europeo e si è sempre considerato più autore europeo che americano.
Non avrei voluto scriverne ma quasi lo sento un obbligo.
Io quei 50 film li ho visti tutti e considero questo autore uno di quelli che mi hanno fatto amare il cinema, logicamente con i suoi film degli anni settanta/ottanta, il periodo più originale e creativo.
Con questo film Allen torna ad un tema che evidentemente lo ossessiona, tema che abbiamo già visto in altri due suoi film, CRIMINI E MISFATTI (1989) e MATCH POINT (2005).
Il tema è: si può compiere un delitto e restare impuniti per una serie di coincidenze fortuite.
Purtroppo dico subito che non sentivo la mancanza di questa ripetitività.
Crimini e misfatti è un grande film ma forse perché Woody Allen, pur se non protagonista, appare e stempera la drammaticità interpretando il solito personaggio nevrotico che ben conosciamo. Poi il protagonista è un grande Martin Landau e insieme a lui importanti attori quali Anjelica Huston, Alan Alda e altri ancora.
E’ una storia che avvince e diverte ma soprattutto è la prima con questo concetto così difficile.
Già Match point è più serio, cupo direi. Salvare un omicida per un caso fortuito è messaggio che personalmente non condivido.
E qui siamo alla terza volta.
Woody ti amo, sei ormai un monumento vivente ma a 88 anni non puoi darci storielle così insipide, sai e puoi fare di meglio.
Danilo Ramirez – reporter cooperator contg.news
UN COLPO DI FORTUNA. IL FILM DI DANILO RAMIREZ
