In questi ultimi giorni mi è stata “girata” una immagine a colori che mi ha profondamente colpito e segnato. Una immagine che a chi ha meno di 40 anni non suscita alcuna reazione ma che invece su di me, rappresentante dichiarato della categoria boomer, ha avuto un effetto devastante e ha suscitato emozioni molto forti.
Ho infatti capito, vedendo quelle immagini, che un’epoca, la mia epoca, stava inesorabilmente terminando per lasciare il posto a nuove immagini, a nuovi strumenti tecnologici e – permettetemi – a nuove emozioni
In una qualche zona della città di Biella un anonimo automezzo che mi piace definire “ assassino di ricordi“, ha sradicato dal terreno e portato via senza alcuna pietà le ultime cabine telefoniche a gettoni superstiti in città.
E nulla è più stato come prima.
Senza rendersene conto quegli operai hanno compiuto un vero e proprio affronto alle vite di tanti uomini anziani o che anziani stanno per diventare.
Quei parallelepipedi un poco romantici in cui abbiamo vissuto un pezzo di vita sono infatti stati per noi una specie di simbolo.
Davanti a un telefono spesso in pessime condizioni, dentro a cabine che in estate tendevano a diventare saune invivibili, muniti di pesanti sacchetti pieni di gettoni telefonici, abbiamo pronunciato alle fidanzate e ai fidanzati dolcissime frasi romantiche. Abbiamo improvvisato eterne promesse d’amore o semplicemente abbiamo approfittato della privacy offerta per organizzare qualche iniziativa al riparo dalla presenza invadente dei genitori.
E quante volte abbiamo atteso con poca pazienza che la signora attempata che stava telefonando all’amica , di cui sentivamo ogni parola detta, terminasse la propria interminabile telefonata!
Quante volte abbiamo detto, con aria complice, ai nostri genitori “ io vado sotto a telefonare”!
Ora è tutto finito.
Ho dunque pronunciato un triste addio alla poesia di quei momenti.
Al rumore scrosciante dei gettoni che cadevano troppo velocemente. Ai rumori di sottofondo delle auto o delle motociclette che facevano da contorno ai nostri discorsi. Al brivido di scoprire che fortunatamente il telefono sotto casa era funzionante e non avremmo dovuto percorrere un lungo tragitto per fare la nostra telefonata.
Addio ricordi e benvenuto implacabile e affidabile cellulare.
Roberto Pareschi-contg.news
