Il pilota di Barcellona è stato uno dei principali rivali di Valentino Rossi a inizio anni duemila, ma il suo talento avrebbe meritato maggiore fortuna.
Manuel Gibernau, per tutti Sete, ha avuto la moto nel sangue fin da bambino. Suo zio è Francisco Bultò, fondatore di Montesa e Bultaco.
Il talento sulle due ruote puoi coltivarlo, ma per arrivare a grandi risultati devi avere qualcosa dentro e Sete lo mostra già in giovane età arrivando nel Motomondiale nel 1996 dopo un lungo percorso formativo con tanto di vittoria del campionato europeo junior 125 nel 1991.
È la Honda a dargli la prima chance nella classe 250, un’annata difficile ma estremamente importante per il suo futuro. Nel 1997 passa in 500 alla Yamaha, correndo nel team di una leggenda come Wayne Rainey, riuscendo a mettersi in mostra anche nella Classe Regina.
L’anno della svolta è il 2001 quando viene ingaggiato dalla Suzuki con cui vince la prima gara della sua carriera nel GP di Valencia. Nel 2002 fa il suo debutto la MotoGP, ma questa è una stagione molto difficile per Sete che non riesce a vincere una singola gara.
Sembra il canto del cigno della sua carriera, ma il compianto Fausto Gresini gli dà fiducia affidandogli una Honda. Sarà la scelta giusta, visto che Sete vince quattro gare e ottiene il secondo posto nella classifica generale dietro Valentino Rossi.
Il Dottore sarà il suo avversario diretto per tre stagioni, ma in quel periodo il numero 46 è un vero e proprio extraterrestre imbattibile.
Probabilmente senza questo marziano Gibernau avrebbe almeno un titolo mondiale in bacheca per talento e capacità dimostrate, ma ha avuto la “sfortuna” di correre nello stesso periodo del fuoriclasse italiano.
Nel 2006 lo ingaggia la Ducati.
Un grave incidente nel GP di Catalogna gli fa saltare due gare ma anche dopo il rientro Gibernau soffre maledettamente, tanto da annunciare il ritiro al termine del campionato.
Rientra in MotoGP nel 2009 in sella a una Ducati privata, ma alcuni problemi economici del team non gli consentono di terminare la stagione: a 37 anni è arrivato il momento dei saluti.
Il mondo delle moto, però, gli resta dentro e torna in Honda come analista. Nel 2018 il ritorno alle corse in MotoE, ottenendo un sesto posto come miglior piazzamento.
Lasciate le corse Gibernau si è trasferito in Svizzera dove continua a praticare sport come il ciclismo e lo sci nautico, oltre a vivere finalmente la quotidianità familiare.
Un grande del motociclismo che non ha ottenuto quanto avrebbe meritato, ma Sete Gibernau resta uno dei piloti più apprezzati della storia recente del Motomondiale.
Stefano Villa – reporter cooperator
RITRATTI SPORTIVI DI STEFANO VILLA: SETE GIBERNA UN ETERNO SECONDO DI SUCCESSO
