Ritratti Sportivi di Stefano Villa: FRANCESCO TOLDO, L’AFFIDABILITÀ TRA I PALI


Il portiere di Padova ha legato la sua carriera alle maglie di Fiorentina e Inter, ma il suo ricordo principale ci porta all’Azzurro e a Euro 2000.

Ci sono personaggi nel mondo dello sport che hanno avuto una carriera molto importante ma che vengono ricordati per uno o due episodi in particolare come nel caso di Francesco Toldo.

Nato a Padova il 2 dicembre 1971, Toldo viene messo in porta, quasi per caso, a dodici anni: è l’inizio di una rapida ascesa che lo porta a entrare nelle giovanili del Milan nel 1987. Da qui le avventure a Verona, Trento e Ravenna per farsi le ossa e mettersi in mostra.

La Fiorentina vede in lui il portiere del futuro e decide di acquistarlo dai rossoneri nel 1993: la sua storia d’amore con i viola durerà otto stagioni. È la Fiorentina del bomber Gabriel Omar Batistuta e delle giocate di talento sopraffino di Manuel Rui Costa, oltre che delle parate di Toldo che in quel periodo vince due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana con i Gigliati.

Nell’estate 2001 passa all’Inter per 55 miliardi di lire, cifra record per un numero uno. Con i nerazzurri vive il periodo che precede il boom di vittorie, compreso il triste epilogo per i tifosi interisti del 5 maggio 2002.

Il primo momento che cambia la sua avventura interista arriva il 19 ottobre 2002: si gioca Inter-Juventus e i bianconeri sono avanti di un gol.
In pieno recupero sugli sviluppi di un corner si crea una mischia ed è proprio il piedone numero 48 del portiere interista a deviare alle spalle del collega Buffon la palla del pareggio.
Probabilmente c’è stato un successivo tocco di Vieri, ma per i tifosi quella rete è tutta di Francesco Toldo che diventa un idolo assoluto.

Decide di legare il suo nome al club meneghino, diventando il vice di Julio Cesar e partecipando al ciclo di vittorie di Roberto Mancini e Josè Mourinho. Nell’estate 2010, dopo aver conquistato il Triplete, Toldo annuncia il ritiro restando però in orbita Inter come ambasciatore. Un finale di carriera straordinario.

In Nazionale è chiuso dall’ascesa di Buffon, ma l’Europeo 2000 lo vede protagonista di una prestazione ai limiti dell’incredibile, il più grande highlight della sua vita calcistica.
Nella semifinale contro l’Olanda para cinque penalty tra tempi regolamentari e rigori, trascinando l’Italia all’atto finale della competizione.
Il gol di Wiltord gli impedisce di festeggiare, ma quella gara contro gli olandesi resta qualcosa di scolpito nella mente di tutti gli appassionati.

Nel giorno del suo cinquantaduesimo compleanno celebriamo la carriera di un grande professionista che con dedizione e talento si è ritagliato un posto speciale nella Hall of Fame del calcio italiano.

Stefano Villa – reporter cooperator

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