Il Natale per Roberto Pareschi

Questa mattina sono uscito per strada ed ho visto, con mio grande stupore, decine di vetrine addobbate con Babbi Natale e con immagini natalizie di genere.
Ho avuto un dubbio.
Ho pensato che la mia memoria, già labile, mi avesse giocato un definitivo brutto scherzo e mi sono seriamente preoccupato.
Ho poi accesso la televisione e su qualsiasi canale, pubblico o privato, ho visto pubblicità natalizie e ho sentito musichette di Natale, ascoltando invocazioni del tipo “ E’ natale, è Natale!” pronunciate da grassi e paciosi Babbo Natale con voci nasali insopportabili.
Ed ho avuto un ulteriore dubbio.
Poi ho aperto il giornale e ancora ho trovato pagine e pagine dedicate al Natale.
Ancora dubbi.
Poi di sera, sempre in strada, disperato ho alzato gli occhi al cielo ed ho realizzato che alle ringhiere di molti balconi erano avvinghiati decine e decine di Babbi Natale.
Come se non bastasse file interminabili di palline colorate facevano bella mostra di se in moltissimi balconi.
A questo punto non riuscendo più a dominare la mia ansia, ho consultato il calendario.
Il calendario mi ha detto, sbeffeggiandomi, che oggi è il 30 novembre.
L’ho riguardato.
Mi ha ridetto la stessa cosa. Oggi è 30 novembre.
Quindi non è ancora iniziato Dicembre , il mese del Natale!
Quindi non siamo vicini al Natale!
Per festeggiare ho allora pensato di ascoltare con il mio assistente vocale Google un poco di musica.
Per rimanere in tema ho perciò chiesto “ Alexa, mettimi delle musiche di Natale”
La sua risposta mi ha lasciato senza parole “ Roberto non mi rompere le scatole. Quando saremo vicini a Natale te le mettero’ “
In quel momento ho pensato che l’intelligenza artificiale non potrà mai farmi paura e mi sono sentito felice.

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