Parigi la capitale dalle mille attrattive di Mara Martellotta

‘Parigi val bene una Messa’ è l’espressione più incisiva che ben si adatta alla capitale francese, attribuita fin dalla fine del Cinquecento a Enrico di Navarra, il quale con questa locuzione avrebbe manifestato la piena disponibilità ad abbandonare la fede ugonotta e a convertirsi al cattolicesimo, pur di salire sul trono di Francia, divenendo Enrico IV.
Da sempre Parigi è una delle mete più ambite del turismo mondiale e considerata una delle mete più suggestive e romantiche al mondo. I turisti che vi giungono per la prima volta non vogliono lasciarsi scappare gli imperdibili must della capitale francese, ma tanti altri, appassionati della destinazione, ci tornano più volte negli anni per scoprire cose nuove.
Parigi offre molte soluzioni di visita, a seconda che si tratti di turisti alla ricerca di un lungo week end romantico o si tratti di persone che stanno programmando un viaggio di famiglia.
La prima attrazione da visitare a Parigi è la Tour Eiffel, nata come struttura temporanea in occasione dell’Esposizione Universale del 1889 e da più di 130 anni simbolo di Parigi. L’ingegnere Gustavo Eiffel era un imprenditore che lavorava nelle costruzioni in metallo, specializzandosi nella realizzazione di ponti e lavorando anche a progetti diversi, come la creazione dell’armatura interna della Statua della Libertà.
Diversamente da come erroneamente si pensa Eiffel fu solo il finanziatore della torre omonima, non il suo realizzatore. Furono due ingegneri della sua impresa, Emilia Nouguier e Maurice Koechlin, ad avere l’idea, nel 1884, di realizzare una torre alta 300 m, concepita su modello dei piloni dei ponti in cui la società era specializzata. I due inventori immaginarono un grande pilone a base quadrata, formato da quattro travi a traliccio che si riunivano verso l’alto, tenute insieme da tre travi orizzontali. Per rendere più elegante il progetto, si fece ricorso all’architetto Stephen Sauvestre che trasformò le travi orizzontali in piani, addolcito il pilone con l’aggiunta di quattro archi alla base. Così nacque la Tour Eiffel.
Nell’anno dell’inaugurazione della torre, Eiffel fu coinvolto nello scandalo di Panama, lasciò la sua attività di imprenditore per dedicarsi alla ricerca e alla sperimentazione, di cui la torre fu lo strumento principale.
La struttura fu utilizzata come stazione per osservazioni meteorologiche per esperimenti della resistenza dell’aria e come antenna gigante radiofonica. Non sempre questa torre suscitò giudizi positivi, tanto da essere definita al momento della costruzione uno scheletro straziato o un vuoto candeliere.
Il luogo migliore per ammirare la Tour Eiffel illuminata in tutto il suo splendore, di giorno come di notte, è la terrazza del Trocadero che le sta di fronte e che si trova nel sedicesimo arrondissement, sulla riva destra della Senna e si estende dal Palais de Chaillot fino al Pont d’Ignazio. Quando la Tour Eiffel viene illuminata al calar della sera diventa un trionfo di luci e ritrovarsi sul Trocadero è un’esperienza davvero spettacolare.
La Tour Eiffel viene illuminata ogni giorno dal tramonto alle 23.45 di notte. La sua illuminazione è stata il punto di partenza a Parigi e nelle principali città della Francia e del mondo per la valorizzazione notturna dei monumenti. Dopo la Tour Eiffel è la volta dell’Arco di Trionfo, altro simbolo incontrastato dell’identità parigina, che si trova in Place Charles de Gaulle, un tempo place d’Etoile, all’estremità occidentale dei mitici Champs Elysées. L’Arco fu fortemente voluto da Napoleone Bonaparte, che diede incarico della sua realizzazione all’architetto Jean Chalgrin. Quest’ultimo morì nel 1811 a cinque anni dall’iniziò dell’opera, che fu inaugurata soltanto nel 1836.
Motivo ispiratore l’Arco di Tito a Roma, anche se l’Arco di Trionfo, emblema del grandeur di Napoleone, supera di quasi tre volte il monumento di epoca Flavia. Nel 1921 alla base dell’Arco di Trionfo fu sepolto il Milite Ignoto a memoria dei defunti d’Oltralpe della prima guerra mondiale. Da allora l’Arco di Trionfo è assurto a base di partenza di tutte le più importanti parate di Stato, in particolare quella del 14 luglio, commemorazione della Presa della Bastiglia.
L’Arco di Trionfo si trova alla confluenza di ben dodici boulevards. Un passaggio sotterraneo nei pressi della Stazione Metropolitana Place Charles de Gaulle conduce fino all’ingresso del monumento da cui si sale alla terrazza panoramica con una delle viste più spettacolari di Parigi.
Champs Elysées è da molti considerata la strada più bella del mondo, apprezzata dai parigini e dai turisti.
I parigini si riversano su Avenue du Champs Elysées in occasioni di feste ufficiali come la parata del 14 luglio e per festeggiamenti sportivi che interessano Parigi e la Francia.
La strada si snoda dall’Arc de Triomphe fino a Place de la Concorde per quasi due chilometri.
A volerne la realizzazione agli inizi del Seicento fu la regina Maria de’Medici, intenzionata a farne un proseguimento dei bellissimi Jardin Des Tuileres. La parte superiore del viale, quella per intenderci che ha come vertice alto l’Arco di Trionfo, è un tempio dello shopping del lusso, con negozi quali Versace, Dior, Luois Vuitton, Chanel, Jean Paul Gautier e tanti altri, comprese le Nike e le Adidas. La parte bassa conserva un poco dell’atmosfera della Belle Epoque del Novecento. Poco distanti il palazzo dell’Eliseo, 55 rue du Faibourg Saint Honorè, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica francese, è la Madeleine, una delle chiese più belle e famose di Parigi.
Un’altra tappa imperdibile di una visita a Parigi è quella del Jardin des Tuileries, nato nel Cinquecento da un capriccio di Caterina de’ Medici che, dopo la costruzione del palazzo omonimo, desiderava un luogo di intrattenimento per cerimonie e banchetti.
L’aspetto non secondario di questo giardino è che fu aperto a tutti gli stati sociali della città e dotato di caffetterie, chioschi, lettini, servizi di igiene pubblica. Questo giardino, per la sua posizione strategica che lo vede collocato tra il Louvre e Place de la Concorde, rappresenta il punto di incontro tra due nodi strategici e nevralgici della città, in modo da consentire alle migliaia di visitatori che frequentano questa parte di città il relax dopo la visita di monumenti e musei. È stato riconosciuto monumento storico nazionale e Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Una tappa imperdibile a Parigi, che non può mancare, è al museo del Louvre. Sono milioni i visitatori che si avventurano in questi edificio contenente ben 30 mila opere. È stato calcolato che, per vederlo tutto, occorrerebbero, 100 giorni a patto di dedicare qualche secondo a ogni stanza. Basterebbe la collezione d’arte italiana per classificare il Louvre come il museo più bello al mondo, con Giotto, il Beato Angelico, Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Caravaggio e il Parmigianino. Sono anche presenti le esposizione dedicate all’arte orientale, egizia e greco-romana.
Gli stimoli culturali che il Louvre ha da offrire sono davvero molti . Data l’impossibilità di vedere tutto, si consiglia di pianificare la visita nel dettaglio con l’ausilio delle informazioni presenti sul sito ufficiale della struttura (www.louvre.fr).
Il Musèe d’Orsay, ex stazione ferroviaria, offre una delle panoramiche più esaustive al mondo sui movimenti dell’Impressionismo e del post Impressionismo.
Urbanistica, architettura, design e cinema sono gli altri argomenti trattati in questa ex stazione ferroviaria riconvertita in museo nel 1986 su progetto dell’architetta italiana Gae Aulenti. Considerata l’affluenza, si consiglia la prenotazione anticipata. Maggiori informazioni sul sito http://www.musee-orsay.fr
Dopo il Louvre e il Musèe d’Orsay vale la pena visitare il Centre Pompidou. Il centro museale voluto dall’allora Presidente della Repubblica Georges Jean Raymond Pompidou illumina il presente e il futuro della Francia. Costruito negli anni Settanta del Novecento, questo museo ha profondamente ravvivato la vita culturale parigina, non soltanto per le tante opere esposte, tra cui Matisse, Kandinsky, Mirò e Picasso, ma proprio perché l’edificio nel suo complesso fu pensato e realizzato come elemento di rottura con l’architettura che aveva accompagnato fin lì lo sviluppo urbanistico della città.
Il Centre Pompidou si trova a metà strada tra il Marais e Les Halle. Il primo è l’unico quartiere in cui sopravvive l’impronta parigina. Un tempo abitato prevalentemente da ebrei, oggi è una zona votata al multiculturalismo e una zona bohémienne. Les Halle è invece, il centro commerciale più grande della città e sorge dove un tempo erano presenti i mercati generali.
Tra il V e il VI arrondissement parigino si estende il quartiere latino che, a dispetto del nome, non è un vero e proprio quartiere, ma una zona più vasta con specifiche peculiarità. La prima fa riferimento al fatto che un tempo ci fossero accademici e studenti della Sorbona, che parlavano tra loro il latino. La seconda è la presenza del Pantheon, il monumento voluto da Luigi XV in onore di Saint Geneviève, patrona di Parigi. All’interno di questo monumento sono sepolte diverse personalità, quali Jean Jacques Rousseau, Emile Zola e Victor Hugo. Dalla cupola si scorge un panorama meraviglioso, che ripaga di ogni fatica fatta per arrivare alla cima. Oltre alla Sorbona e al Pantheon meritano una visita Place St Michel, ricca di caffè e librerie, l’Istituto del Mondo Arabo, le chiese Di Saint Etienne du Mont e St Severine.
Un’altra tappa obbligata di una visita a Parigi è sicuramente rappresentata da Montmartre, quartiere dalla spiccata anima bohemienne, a lungo rifugio delle avanguardie artistiche della città . Non solo artisti in verità. La lotta politica, unita al fervore intellettuale, ha caratterizzato le giornate di questa zona parigina, che non si può dissociare dalla rivolta della Comune di Parigi del 1871. A Montmartre diversi sono gli aspetti da vedere, dalla Place du Tetre alla basilica del Sacro Cuore, dal cimitero omonimo di Montmartre, senza dimenticare Pigalle e il Moulin Rouge. Pigalle è il quartiere libertino con diversi locali a luci rosse.
Non si può dimenticare Notre Dame, che è, insieme alla Tour Eiffel, il monumento più visitato di Parigi, una chiesa risalente al 1163, anno in cui il vescovo Maurice de Sully diede ordine di costruire un edificio che simboleggiasse anche sul piano religioso lo status di capitale della città. Ne nacque un capolavoro di arte gotica che a distanza di centinaia di anni affascina i visitatori, tanto da essere diventato patrimonio dell’Umanità UNESCO.
La chiesa ha ospitato diversi eventi che hanno segnato la storia di Francia e dell’Europa, come l’incoronazione di Napoleone Bonaparte e il celebre discorso con cui il generale Charles De Gualle salutò la liberazione della Francia durante la seconda guerra mondiale.


Durante un viaggio a Parigi non può mancare una visita alla Reggia di Versailles, che evoca in maniera tanto eloquente l’idea del potere senza per questo nulla perdere in armonia e grazia. Luigi XIII, padre del Re Sole, la utilizzava come riserva di caccia. Il secondo aspetto da tenere a mente è l’affollamento che per diversi anni caratterizzò la Reggia, quando Re Sole pretese che quasi tutta la corte si trasferisse alla corte di Versailles. Meritano una visita accurata la cappella Reale, il Teatro d’Opera, passando per Grand e Petit Trianon, rifugio rispettivamente di Luigi XIV e della consorte di Luigi XVI, Maria Antonietta. Imperdibile la galleria degli Specchi, una stanza lunga 73 metri che è stato il luogo dove si è posta fine alla prima guerra mondiale con il Trattato di Versailles.
Merita anche solcare in barca i canali della Senna a bordo dei caratteristici Bateaux Mouches, (battelli interamente vetrati, in parte aperti, in parte chiusi), dove Parigi appare più bella di quanto sappia già fare. A fare la differenza non è solo la prospettiva del fiume, ma anche l’ora in cui si effettua l’escursione e la formula prescelta, dal momento che le varie compagnie effettuano servizio dal pranzo all’aperitivo al tramonto, alla cena.

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