Il rigore, non assegnato all’Ucraina durante l’incontro di lunedì 20 novembre 2023 contro l’Italia. La critica sportiva.  Una rubrica alternativa di Danilo Raminez

Il rigore, non assegnato all’Ucraina durante l’incontro di lunedì 20 novembre 2023 contro l’Italia, provoca alcune considerazioni di carattere generale.

Non sulla validità o meno del penalty, la ripresa televisiva esclude ogni dubbio, il difensore italiano entra in ritardo, non tocca la palla e fa cadere l’avversario. 

E’ rigore, ma ritengo che le colpe della vicenda ricadano tutte su un arbitro che non mi è parso all’altezza della gara: molti falli non fischiati, nessuna tutela per i giocatori in attacco, Chiesa è stato picchiato per tutta la partita da Konoplia il quale, se avesse ricevuto il cartellino giallo subito e non alla fine, magari avrebbe limitato la sua macelleria.

https://www.youtube.com/watch?v=B2vtz7aMSto



Io però vorrei puntare il dito sulle affermazioni di Spalletti che dice chiaramente che Cristante ha messo il piede a fianco dell’attaccante Ucraino, quindi non l’ha toccato; in definitiva Spalletti nega il rigore. E mi viene in mente il momento di un’altra partita della nazionale durante la quale sempre Spalletti rimprovera aspramente Gnonto, reo di avere restituito la palla agli avversari troppo in fretta.

Lo sport contiene in sé una importante etica intesa come comportamento tra coloro che lo praticano.
Ci sono regole scritte e non scritte. Tutte però tendono al rispetto dell’avversario, del gioco, del momento in cui stiamo sul campo insieme. L’obiettivo dello sport è certamente la vittoria ma quella del più forte e non quella del più furbo.

Nel momento stesso in cui io critico l’arbitro, e l’ho appena fatto, io non sono un buon sportivo: nell’etica ideale l’arbitro è una parte fondamentale del gioco. Senza di lui semplicemente non potremmo giocare. E allora bisogna accettare che egli possa sbagliare come tutti gli esseri umani.

Ma torniamo a Spalletti. Purtroppo il suo è l’atteggiamento tipico del calcio in Italia.
Per un Pessotto, che restituisce la palla agli avversari su un fallo laterale a lui assegnato erroneamente dall’arbitro, ci sono mille altri giocatori che trascorrono l’intera partita cercando di ingannare il direttore di gara, in questo spalle(ggia)tti da dirigenti e allenatori.

Mi piacerebbe ricordare a queste persone alcune regole applicate in altre discipline.
Avete presente il video check nella pallavolo? Se viene richiesto per il tocco del muro che poi c’è stato, al giocatore che non si autoaccusa prima del check viene assegnato cartellino giallo, ammonito perché non ha ammesso il tocco facendo interrompere l’incontro per il controllo.
O la pallamano: quando l’arbitro fischia un fallo il giocatore che ha la palla in mano deve posarla sul posto e allontanarsi, pena l’ammonizione.
E lo fanno, il muro della pallavolo si autoaccusa, il giocatore di pallamano posa immediatamente la palla. 
Immaginate se questo accadesse anche nel calcio.
Sarebbe tutto più corretto, sarebbe tutto più giusto.

Danilo Ramirez

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