#sport# L’opinione sportiva di Stefano Villa: É SPARITO IL GOLEADOR ITALIANO

Le ultime stagioni hanno messo in evidenza una carenza di attaccanti italiani capaci di fare tanti gol, un problema per il nostro calcio e per Luciano Spalletti che cerca un bomber di razza.

Victor Osimhen, Lautaro Martinez, Boulaye Dia, Rafael Leao: sono stati loro quattro i giocatori più prolifici dello scorso campionato di Serie A.
Per trovare il primo italiano in classifica dobbiamo addirittura scendere al decimo/undicesimo posto dove troviamo la coppia formata da Ciro Immobile e Domenico Berardi a quota 12 gol. Oltre a loro solo due esterni come Orsolini e Zaccagni entrano nella Top 20 del campionato 2022/23, una vera e propria moria italiana in zona gol ormai costante.

Le ripercussioni sono evidenti e comprendono anche la nostra nazionale, da troppi anni alla ricerca di un centravanti che possa garantire un bottino importante nelle manifestazioni continentali e mondiali. Roberto Mancini, che da giocatore era abituato a servire assist al bacio alle punte, prima e Luciano Spalletti ora hanno provato ad arrangiarsi con Immobile, martoriato però dagli infortuni, Belotti, rimasto al palo nella prima stagione romana, e con l’esotico Retegui, troppo poco per poter competere con le principali rappresentative nazionali.

Ora il tecnico di Certaldo sta puntando su Scamacca, Kean e Raspadori (in gol con la Macedonia del Nord venerdi scorso), buoni giocatori ma non realizzatori implacabili pronti a fare la differenza in questo momento storico.

Se guardiamo gli attaccanti dei principali club italiani ed europei troviamo ben pochi attaccanti azzurri, scelte legittime ma che evidentemente creano un problema non indifferente a tutto il movimento che è reduce da due mancate qualificazioni alla fase finale dei Campionati del Mondo. Non sarà l’unico problema del nostro calcio, ma è un punto da sottolineare.

La strada per provare a invertire la rotta deve partire dalla base, dai settori giovanili. Tornare a insegnare i movimenti giusti per essere incisivi in area di rigore prima di pensare ai movimenti senza palla tanto cari ai tecnici di oggi. Una cosa appare evidente: i giovani attaccanti italiani giocano sempre meno e segnano con il contagocce.

Sono lontani i tempi di Vieri, Inzaghi, Toni e Di Natale. I club devono avere il coraggio di lanciare nuovi attaccanti italiani, un grido d’aiuto per tutto il movimento che ha bisogno come l’ossigeno di giocatori che sappiano buttarla dentro.

Stefano Villa – reporter cooperator

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