La rimozione del vescovo Strickland conferma che questo non è il Papa del dialogo e della misericordia.

Lo scontro tra Papa Francesco e il vescovo tradizionalista Joseph Strickland ha avuto l’epilogo tristemente noto ed inevitabile, e cioè quello della sua rimozione da vescovo titolare della diocesi di Tyler.

Visto che il capo della diocesi di Tyler, negli Stati Uniti d’America, pur avendo sempre riconosciuto Francesco come legittimo Pontefice, si era sempre dimostrato fermo nella dottrina di sempre della Chiesa cattolica, con posizioni nettamente contrarie all’aborto, all’accesso alla comunione da parte dei politici pro-aborto, alla benedizione alle coppie omosessuali, al gender e alla sinodalità, Oltretevere schiumavano di rabbia e non potevano sopportare questa “rigidità” nella retta dottrina ecclesiastica di sempre.

Il Papa argentino Jorge Bergoglio infatti si è caratterizzato, in oltre 10 anni di pontificato lacerante e divisivo per la Chiesa cattolica, come in netta discontinuità rispetto ai pontificati precedenti, quelli di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, che sui temi cardini, come la difesa della vita, della retta sessualità e della famiglia voluta da Dio, non hanno mai fatto passi indietro.

L’agenda “gesuitica-bergogliana” in questi anni si è sempre distinta per “svendere” al mondo i valori più profondi che hanno posto un argine alla dissoluzione in atto almeno dal “post-Sessantotto”.

Tutto questo è in realtà stato sempre ammantato da un velo d’ipocrisia, con la necessità di dialogo con i “fratelli cristiani separati” di ogni genere, protestanti, ortodossi, anglicani, con gli ebrei, i musulmani, persino gli atei.

Gli unici “nemici” che si vogliono contrastare sono i “cattolici fondamentalisti”, come lo dimostra la riduzione della possibilità di celebrare e frequentare la Messa antica, o Tridentina, quella volgarmente in latino; oppure il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata, o altre mille occasioni.

L’ultimo terreno di scontro è dunque quello con il vescovo tradizionalista Strickland, che non ha potuto far altro che accettare la decisione papale, perché “Roma locuta, causa finita est”.

Un Pontefice, Francesco, che ha sempre “zoppicato” sui temi dottrinali, ma al contrario, onestamente, si è sempre elevato nei temi sociali e di politica internazionale, battendosi sempre per la Pace, per risolvere i contrasti e i conflitti più accesi che divampano nel nostro mondo in ebollizione.

Luca Dal Bon-redazione. ATTUALITÀ. Cronaca vaticana.

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