Il “Loco” è un personaggio che divide: chi lo considera un genio assoluto e chi un allenatore edito alle follie e poco incline ai risultati, ma quel che è certo è che Marcelo Bielsa non lascia indifferenti.
Parli di Marcelo Bielsa e l’opinione pubblica si spacca a metà, un Canyon che divide chi idolatra il tecnico argentino e chi lo considera uno dei più grandi bluff della storia del calcio.
Diciamo subito che entrambi gli schieramenti hanno argomenti validi a favore della propria tesi, e già questo ci capire che Bielsa è un uomo di sport non ordinario. Chi lo ama, sportivamente parlando, lo considera uno degli innovatori del gioco per tecniche di allenamento e le soluzioni tattiche sviluppate dalle sue squadre in quasi quarant’anni di carriera. Persino Pep Guardiola ha ammesso di aver sempre ammirato l’ex allenatore di Marsiglia e Leeds, a suo dire uno dei migliori tecnici di sempre.
E poi c’è l’altra faccia della medaglia, quella di chi considera Bielsa un tecnico sopravvalutato visto il suo palmares quasi vuoto e un carattere estremamente bizzoso che l’ha portato a compiere follie continue (ad esempio la sua “esperienza” italiana alla Lazio, durata solamente due giorni prima delle dimissioni).
Che si appartenga a una linea di pensiero o all’altra è innegabile che Marcelo Bielsa sia uno dei più importanti insegnanti di calcio, un uomo capace di tirar fuori il meglio dai giocatori che sotto la sua guida possono crescere e maturare. Una parabola che ricorda, per chi scrive, quella di Zdenek Zeman, un altro (poco) vincente di successo.
Vedremo se l’avventura di Bielsa sulla panchina dell’Uruguay, binomio certamente affascinante, sarà migliore del precedente alla guida dell’Argentina e a livello del grande lavoro fatto con il Cile: che piaccia o meno Marcelo Bielsa rimane un tecnico che non lascia indifferenti.
Stefano Villa – reporter cooperator
