Ritratti Sportivi di Stefano Villa: LUIS FIGO, IL PASO DOBLE DEL FOOTBALL

Il fuoriclasse lusitano ha segnato un’epoca con le sue giocate ricche di talento e fantasia. Ecco la storia di Luis Figo

I suoi dribbling ubriacanti hanno elettrizzato i migliori palcoscenici del mondo per vent’anni soddisfando anche i palati più fini. Sulla fascia destra i suoi cross erano vere e proprie melodie calcistiche spesso trasformate in rete dalle punte: Luis Figo è stato uno dei più grandi interpreti del suo ruolo.

Gli inizi con la maglia dello Sporting Lisbona mettono in mostra tutta la sua tecnica, unita a un carattere e una leadership innata che attira su di lui le attenzioni di tanti club, anche italiani. Nell’autunno 1994 Figo firma sia con la Juventus che con il Parma, una situazione spinosa che lo porta a una squalifica e allo scioglimento di entrambi gli accordi.
Proprio nel momento in cui tutto sembra andare per il peggio, però, ecco il dribbling del grande campione, il passaggio al Barcellona gli apre le porte del calcio che conta e lo mette sulla mappa dei fuoriclasse.

Cinque stagioni in Blaugrana vincendo due Liga, due Coppe del Re, una Supercoppa di Spagna, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa UEFA, ma nell’estate 2000 Figo passa agli odiati rivali del Real Madrid per 140 miliardi di lire diventando un tassello fondamentale dei “Galacticos” di Florentino Perez. Sarà anche la stagione che lo porterà a vincere il Pallone d’Oro sulle orme di un grande connazionale come Eusebio, prima di lui e di CR7 l’unico portoghese a vincere questo premio.
Giocherà con i Blancos per cinque anni vincendo una Champions League e una Coppa Intercontinentale. La sua numero 10 diventa una delle maglie più vendute in tutto il mondo, facendolo diventare uno dei giocatori più famosi del suo tempo.

Nel 2015 l’Italia torna a incrociare il suo destino e questa volta sbarca in Serie A. Lo acquista l’Inter che punta sul suo talento sopraffino nonostante abbia già compiuto 33 anni. Un ultimo viaggio in prima classe ricco di trofei e giocate di livello che fanno innamorare il pubblico interista che aspettava da anni un giocatore con queste caratteristiche.
L’arrivo in panchina del connazionale Josè Mourinho al posto di Roberto Mancini allunga la sua permanenza in nerazzurro di un anno, permettendogli di vincere quattro Serie A, una Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane. Il 31 maggio 2009 gioca contro l’Atalanta, da capitano, l’ultima gara della sua carriera: si chiude qui un’avventura leggendaria.
Per la nazionale portoghese Luis Figo è stato Cristiano Ronaldo prima di CR7 come impatto internazionale e valore, mettendo insieme 127 presenze e 32 gol.

Una volta appesi gli scarpini al chiodo è tornato a Milano per diventare ambasciatore dell’Inter prima e dell’UEFA in seguito mettendo in mostra tutta la sua eleganza anche in questa nuova veste, esattamente come accadeva sui campi di tutto il mondo dove Luis Figo ha sempre brillato di luce propria.

Stefano Villa – reporter cooperator

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