Mi sono spesso chiesto come io abbia potuto sopravvivere fino alla fine degli anni ’80 senza un cellulare.
Premetto che non sono affatto nemico della tecnologia e spesso utilizzo il cellulare per le sue normali funzioni di colloquio ma anche per fotografare e per fare ricerche su internet.
Resta il fatto che tutta la mia giovinezza è trascorsa senza la presenza ingombrante del cellulare.
Ma allora vi chiederete come facevamo noi giovani a parlare e amoreggiare con le nostre fidanzate. Come ci era possibile parlare con gli amici per organizzare le nostre serate. Come facevamo infine a essere rintracciati e controllati dai nostri genitori ?
Andiamo con ordine.
Se si doveva chiamare la fidanzata avevamo due opzioni : la cabina telefonica sotto casa oppure la prolunga del filo che permetteva di svolgere la telefonata al chiuso della nostra camera o addirittura in bagno.
La cabina telefonica aveva uno svantaggio : obbligava a munirsi di “ quintalate di gettoni” oppure in caso di ristrettezze economiche si optava per la telefonata breve e concisa : “ ti amo. Mi manchi. Ci vediamo alle 21 sotto casa tua “. Sempre che tale cabina telefonica funzionasse e fosse libera. In caso contrario si cadeva in depressione.
Per organizzare le serata con gli amici il discorso era pressochè analogo. Fughe nella cabine o spesso ci si fidava di quanto detto la precedente domenica , dell’abitudine e comunque ci si trovava sempre “al solito posto “ e “alla solita ora “ insieme con la compagnia.
Un discorso a parte meritano i genitori. Pensateci : padre e madre non aveva alcuna possibilità di chiamarti , rintracciarti e urlarti di tornare a casa. Una vera e propria “ pacchia”. Quella situazione ci donava un senso bellissimo di libertà e ci permetteva in casi estremi di inventare bugie che potevano essere credute o meno in base alla nostra capacità di recitazione.
Infine vorrei spendere due parole anche sul rapporto cellulare – lavoro.
Fateci caso. Oggi grazie al cellulare siete sempre rintracciabili per consigli o emergenze. Manca completamente quella che viene definita “ privacy” . All’epoca invece una volta usciti dal lavoro difficilmente si veniva disturbati da telefonate a tutte le ore del giorno e della notte.
Insomma il cellulare ha senz’altro migliorato la nostra capacità di comunicare e apprendere ma certamente ci ha oggettivamente costretti a sacrificare quell’attimo di intimità e di pace a cui ogni uomo ha da sempre diritto.
