L’opinione sportiva di Stefano Villa: L’HALLOWEEN NERO DELLO SPORT BIELLESE


Nel corso degli ultimi anni Biella ha perso diverse eccellenze sportive, lo specchio di una città sempre più in crisi: serve un cambio di passo immediato.

Se lo sport è uno dei parametri per capire lo stato di salute di una città, Biella è indubbiamente un paziente con gravi problemi di salute e senza una cura immediata per guarire.

Il caso più roboante di débâcle sportiva è legato senza dubbio alla chiusura di Pallacanestro Biella.
Per oltre venticinque anni fiore all’occhiello della città, nell’estate 2022 è arrivata la parola fine al progetto rossoblù che ha portato dietro di sé polemiche a non finire per la cessione del titolo sportivo alla Stella Azzurra Roma (che dopo un solo anno ha rivenduto il titolo…) e la ripartenza con la denominazione Biella Next, mai digerita da gran parte dei sostenitori rossoblù, che disputa un campionato di Serie C inadeguato alla storia cestistica biellese.

L’estate dopo, quella appena passata, Biella ha rivissuto la stessa triste parabola nella pallavolo con la Virtus Biella, costretta per esigenze economiche a cedere il titolo di Serie B a Modena e a ripartire dalla Serie C.
Una delle ultime eccellenze rimaste in una città sempre più in ginocchio obbligata al ridimensionamento per proseguire la propria attività.

Ma non finisce qui. Anche i tornei che avevano messo Biella sulla mappa del tennis nazionale con tanto pubblico e campioni del calibro di Andy Murray in campo sono presto volati verso altri lidi, l’ennesima mazzata per una città che ha sempre vissuto di grande sport e ora è totalmente isolata.

Per non parlare del Rally della Lana che è passato dall’essere prova del campionato europeo a una, seppur piacevole, passerella che riporta alla mente degli appassionati i ricordi di un tempo sempre più lontano.
Si vive di eventi sporadici come il Giro d’Italia che di tanto in tanto, come accadrà nel 2024, torna nel nostro territorio per affrontare la sala del Santuario d’Oropa e rivivere la grande impresa dell’immortale Marco Pantani. Troppo poco…

Resistono il calcio, seppur relegato a un inadeguato campionato d’Eccellenza con Biellese e Città di Cossato a rappresentare il “basso apice” dello sport locale, e il rugby, una bella eccezione di un territorio, sportivamente parlando, ormai raso al suolo.

Eppure i biellesi hanno tanta, tanta voglia di sport. Lo dimostrano i numerosi incontri di “Campioni sotto le Stelle”, evento organizzato dal Comune di Biella che negli ultimi due anni ha portato in città grandi nomi dello sport con continui sold out.

L’impiantistica è di primo livello, basti pensare al Biella Forum, appena sistemata da un’amministrazione comunale attenta e pronta ad intervenire da questo punto di vista.
Un impianto costruito nel 2009 che dopo la scomparsa di Pallacanestro Biella ha perso la sua ragione d’essere e ora è una vera e propria cattedrale nel deserto quasi totalmente inutilizzata.
Lo stadio Pozzo-Lamarmora ha appena sistemato il suo look con diversi lavori di ammodernamento in vista dell’approdo della Juventus femminile, ma da ormai tre anni La Biellese ha traslocato sul sintetico di Corso 53° Fanteria, più nuovo ed economico dello storico impianto che ha visto tanti anni di professionismo bianconero.
Un taglio netto ed emblematico con un passato glorioso che non rispecchia l’attualità.

Il Vicesindaco, nonché Assessore allo Sport, Giacomo Moscarola ha più volte invitato, invano, le numerose imprese del territorio che hanno ottenuto utili importanti negli ultimi esercizi a intervenire per sostenere economicamente le realtà sportive e invertire la rotta ridando a Biella il lustro sportivo che merita.

Certo, ognuno i propri soldi li investe come meglio crede, ma è innegabile che tanti imprenditori che hanno fatto una fortuna anche grazie al nostro territorio potrebbero compiere un gesto che per loro sposta poco in termini economici, ma che sarebbe fondamentale per tutto lo sport biellese.

É ora di trovare una cura per un paziente malato da troppo tempo e che rischia seriamente di morire.

Stefano Villa – reporter cooperator

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