CALCIO ANNI ’70 E CALCIO DEI NOSTRI TEMPI SECONDO IL NOSTRO BOOMER ROBERTO PARESCHI


Il calcio degli anni ’70, quello dei miei tempi, può essere paragonato in qualche modo a una tartaruga. Il calcio di oggi può essere paragonato senz’altro a una lepre.
Il calcio dei miei tempi era fatto di classe, di fantasisti “numeri dieci”, di giocatori che davano tutto per la maglia. Quello di oggi non è altro che forza e corsa veloce ed è fatto di giocatori fisici e “di gamba”.
Il calcio dei miei tempi aveva dei giocatori simbolo che non cambiavano mai la maglia e se la cambiavano era perché i presidenti li avevano venduti al miglior offerente. Quello di oggi è un calcio fatto di professionisti attenti alle proprie finanze in vendita al miglior offerente.
Il calcio dei miei tempi faceva guadagnare bene, qualche volta benissimo ma non arricchiva chi lo praticava. Il calcio di oggi arricchisce oltre ogni misura dei ragazzi appena ventenni che ancora non hanno visto nulla della vita.
Il calcio dei miei tempi era giocato in stadi spesso vecchi e senza copertura in caso di pioggia. Il calcio di oggi è giocato in veri e propri templi del calcio, dotati di ogni confort.
Il calcio di una volta ti rendeva tifoso di una idea più che di una squadra di calcio. Il calcio di oggi non porta con se neppure una idea.
Il calcio dei miei tempi era fatto da squadre di 12/14 giocatori. Il calcio di oggi ha squadre composte da almeno 20 giocatori e non bastano mai.
I giocatori dei miei tempi andavano ad allenarsi in cinquecento o i più esagerati con la millecento. I giocatori di oggi si fanno vedere per la città a bordo di Ferrari o Porsche.
I giocatori dei miei tempi non avevano dei procuratori e davanti alle telecamere si emozionavano. I giocatori di oggi hanno i diritti di immagine, dei procuratori molto preparati e sono veri e propri “ animali da palcoscenico”.
Ma una cosa soprattutto differenzia il calcio e i calciatori dei miei tempi dai calciatori dei tempi nostri.
I calciatori dei miei tempi non scommettevano e soprattutto non scommettevano milioni. Pensavano a giocare e a vincere onestamente le loro partite.
I giocatori di oggi … bhe, è sotto gli occhi di tutti cosa fanno.
Ed io li odio perché stanno distruggendo una illusione che quelli della mia generazioni e tanti altri di ogni generazione hanno avuto.
Quella del calcio.

Roberto Pareschi-contg.news

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