-Oggi “storie di fede” è nuovamente in compagnia con la pastora della Chiesa Evangelica Valdese Joylin Galapon. Con lei ha partecipato al culto per la festa della Riforma terminato con un rinfresco e con un ottima torta di Klasik Italia , via Italia 60, Biella.

Di seguito l’intervista.
1)Tra pochi giorni per la sua Comunità Cristiana Evangelica Valdese è la festa della Riforma. Cosa significa? Chi ne è il fondatore?
Risposta
1a) La festa della Riforma, nella comunità cristiana evangelica valdese si celebra con un culto solenne.
Ciò significa che è un giorno particolare nella quale rivolgiamo innanzitutto a Dio un ringraziamento di lode e di riconoscenza per la riscoperta dell’Evangelo e non la costituzione di nuove chiese o l’affermazione di una particolare identità confessionale.Il fondatore ne è Martin Lutero.
Il 31 ottobre 1517 il frate agostiniano Martin Lutero affisse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg 95 tesi sulle indulgenze.
Le chiese evangeliche vedono in quell’evento l’inizio dello sviluppo della propria identità; la società civile vi riconosce la radice di molti valori che sono stati elaborati e precisati nel corso dei secoli successivi.
Dal punto di vista delle chiese evangeliche, occorre riconoscere che la Riforma è stata un movimento ambivalente: è la storia di peccatori redenti e non di santi, i Riformatori non sono eroi senza macchia, la luce della libertà riscoperta dalla Riforma è stata oscurata, travisata e tradita a più riprese fin dal XVI secolo.
La Riforma ha certamente fornito impulsi importanti.
Essa ha ad esempio sottolineato il principio del “sacerdozio universale dei credenti”,

2)-Lutero riteneva necessario invitare a vivere la fede con la ” sola scriptura” ? Cosa vuol dire?
Innanzitutto, la Bibbia è il centro della vita del credente. E’ l’unico fondamento su cui costruire la chiesa.Lutero riteneva che vivere la fede basandola sulla scriptura significa farsi ispirare e guidare da essa. La Sacra Scrittura è il libro che contiene le storie di uomini e di donne che per la prima volta si costituirono come il popolo di Dio.Essi si formarono come una comunità di credenti pronti dapprima per l’ ascolto e poi per l’annuncio dell’evangelo.La lettura della Bibbia da sola come credente nella propria cameretta, ricorda il momento dell’intimità. Dio che parla e l’uomo che ascolta.
Il dialogo tra Dio e uomo fa in modo che si stabilisca una relazione che diventa sempre più profonda.Leggere la Bibbia è imparare e farsi accompagnare da Dio Padre, Figlio e Spirito Santo; la comunità di credenti deve continuamente scoprire Dio che è l’oggetto del Suo Amore.
Nel vangelo di Giovanni, Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Se perseverate nella mia parola, siete veramente i miei discepoli Gv.8,31) ‘ Dimorate in me ed io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi , se non dimorate in me’ (Gv.15,4) Io sono la vite e voi siete i tralci. Senza di me non potete fare nulla.
3) Quale è il messaggio biblico del Vangelo che proponete il 29 ottobre per la festa della riforma?
Il testo biblico della predicazione è tratto dal libro della Genesi cap. 13, versetti da 1 a 12. Il messaggio o la buona notizia riassumo con queste parole: Dio è la fonte della benedizione e la Bibbia ne è testimone.
Grazie all’obbedienza di Abramo, leggendo attentamente la sua storia si scopre la fedeltà di Dio alla sua promessa: un dono di benedizione esteso fino ai nostri giorni, fino a noi.
Dio dimostrò nel cammino di fede di Abramo per l’ennesima volta la sua fedeltà alla sua promessa donandogli la prosperità.
Abramo ebbe il coraggio di lasciare tutto per intraprendere una nuova vita in un altro paese, e Dio non lo aveva abbandonato.Così ho imparato a non scegliere io quale testo fosse più adatto per un’occasione speciale come questa perché dopo aver fatto il mio lavoro di esegesi su questo testo, ho scoperto il tesoro come si scopre la perla nascosta in una conchiglia.Le chiese metodiste e valdesi, come consuetudine seguono un testo biblico che suggerisce il lezionario ‘un giorno una parola’ che si trova nel libro della Genesi 13,1-12.
Di primo acchito non mi è sembrato adatto questo testo per la festa della riforma celebrata nella domenica di 29 ottobre. Ma lavorando sul testo ho potuto trarre la buona notizia, l’evangelo di Dio.
La predicazione del vangelo è una missione che un pastore e una pastora svolgono con gratitudine per aver avuto questo privilegio di essere stato/a scelto.
Infatti, sono io la prima che traggo beneficio dalla mia predicazione; che Dio mi ama come sono e ha un progetto da realizzare nella mia vita. Penso che la mia vita non avrebbe senso se lui non mi avesse donato la fede che mi fa riconoscere la sua presenza nel mio ministero e nel mio vivere.I credenti in Dio sono i suoi testimoni.
Grazie a tutti voi.
Alla Prossima con #duepassi lo studio ecumenico biblico settimanale.
Emanuele Dondolin-editore e direttore di contg.news
