Si vive in un mondo dove tutti corrono e dove per forza di cose anche noi dobbiamo correre.
Si corre dunque nel mondo del lavoro, privilegiando in qualsiasi campo la quantità alla precisione. Si risparmia tempo per poter lavorare di più e ancora più velocemente.
Si corre per le strade, in preda ai propri pensieri, senza osservare e osservarsi. Senza capire chi sei e chi hai di fronte. Senza avere voglia di conoscere.
Si corre spesso in famiglia, alle prese con i mille impegni quotidiani, catturati dalle moltissime cose da fare.
E si corre in maniera esagerata perfino nelle discipline sportive. Il mio calcio, quello degli anni ’70, visto oggi sembra un film visionato al rallentatore.
Di conseguenza non c’è mai tempo per approfondire un qualsiasi argomento fuori e dentro di noi.
Non c’è tempo per capire se ciò che viene affermato dai c.d. organi di informazione è verità o semplicemente una delle tante menzogne utilizzate per acquisire visibilità.
Vi garantisco che in questo “stramaledetto “ contesto di vita è davvero difficile sopravvivere al mio essere “ boomer”. Alla mia passione per il ricordo e per lo studio.
In realtà se ci pensate c’è un legame profondo tra lentezza e memoria e tra velocità e oblio. Oggi abbiamo scelto l’oblio e tutto viene consumato nello spazio di un secondo senza lasciare dietro di se nessuna traccia.
La velocità ti regala emozioni fugaci e improvvisate. La lentezza invece ti fa godere del miracolo della natura dove tutto ciò che è bello e piacevole si forma e matura lentamente.
La velocità ti porta senza tappe intermedie alla fine del percorso. E non hai visto il paesaggio. Non hai ragionato sulle genti che hai incontrato. Non hai capito nulla di quello che ti sta accadendo.
Invece se cammini lentamente , passo dopo passo, la strada che percorri non è lunga e pesante. E’ anzi piacevole, piena di significato e di scoperte.
Ho letto una volta una frase che mi è rimasta impressa nella mente “ la velocità è del diavolo. La calma è di Dio”.
Ero giovane e non ci ho fatto caso.
Oggi penso che sia una specie di segreto della vita. Un insegnamento che ci permette di capire la profonda tristezza e inconsistenza del mondo in cui viviamo.
