Pete Sampras ha rappresentato la massima espressione del tennis mondiale per oltre un decennio. Ecco la storia di “Pistol Pete”.
Pete Sampras, ovvero il pragmatismo e la razionalità prestati al mondo della racchetta. All’inizio degli anni ’90 il tennis stava vivendo un periodo di ricambio generazionale con il nuovo che avanza rappresentato da due giovani talenti in rampa di lancio: Andre Agassi e Pete Sampras, due personaggi molto diversi tra loro.
Agassi con un tennis pittoresco e scenogafico, Sampras puro e classico nel suo modo di giocare e per questo spesso sottovalutato per il suo pragmatismo. Addirittura noioso per molti che non capiscono la purezza del suo gioco.
“Pistol Pete”, soprannome che condivide con il leggendario fuoriclasse NBA Pete Maravich, è riuscito a vincere sette volte Wimbledon, cinque US Open e due Australian Open. Unico piccolo neo non aver mai conquistato il Roland Garros, arrivando solamente in semifinale nel 1996.
Risultati straordinari che gli hanno permesso di essere l’assoluto dominatore degli anni ’90 e di conquistare una meritata “nomination” per la sempre affascinante corsa al titolo di migliore di sempre.
Agli US Open 2002 l’ultima affermazione di una carriera riservata a pochi eletti: Sampras dopo un cammino in salita sconfigge in finale l’eterno rivale Agassi conquistando il suo quinto titolo a Flashing Meadows.
Il testimone di Sampras è stato raccolto in maniera speciale da Roger Federer, uno di quei giocatori che cambiano la storia del gioco.
La vittoria del giovane svizzero su Sampras a Wimbledon 2001 ha portato il tennis in una nuova dimensione, ma il vecchio leone ha abdicato con onore chiudendo
Per Boris Becker Sampras ha avuto il miglior servizio di sempre, un riconoscimento importante da parte di un altro grande campione che dimostra l’impatto che ha avuto lo statunitense sul gioco, che faceva da contraltare a un rovescio non sempre efficace.
Ma questo non è l’unico motivo per cui può essere definito uno dei più completi giocatori di sempre.
Andre Agassi ha condiviso molte volte il campo con lui: “Pete è sempre stato uno specchio per me: lo guardavo e mi chiedevo cosa potessi fare per batterlo. È stato dominante per tutta la carriera e cercare di superarlo è stato il mio più grande obiettivo. Ci siamo sempre portati un grandissimo rispetto e per i fan i nostri match erano molto divertenti perché era chiara la diversa impostazione di stile e di personalità in campo”.
Va ricordato che per sei anni di fila Pete Sampras ha chiuso l’anno al primo posto della classica ATP con oltre 286 settimane consecutive di dominio, un risultato straordinario per un tennista che ha elevato la bellezza del gioco a livelli semplicemente unici.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: PETE SAMPRAS, RAZIONALITÀ E UN TALENTO SPESSO SOTTOVALUTATO
