In un calcio sempre più indebitato alla ricerca di “metodi creativi” per restare a galla, il Bayern Monaco è una bella eccezione che andrebbe imitata.
Quando si analizza il momento che stanno vivendo i principali club d’Europa si prendono in considerazione le questioni di campo, ma anche se non soprattutto gli aspetti finanziari.
Per capire fino in fondo le esigenze della nostra squadra del cuore o anche solo analizzare come procedono le attività di questi colossi calcistici non basta essere esperti di tattica, bisogna imbattersi in tematiche un tempo riservate ai ragionieri contabili. Il “bello” dell’evoluzione…
E così negli anni abbiamo capito cos’è una plusvalenza (capendo anche quando è reale o fittizia per sistemare i bilanci…), capire l’importanza di possedere uno stadio di proprietà e interrogarsi sul Fair Play finanziario, ci siamo trovati a confrontarci con fondi d’investimento che come unico obiettivo hanno quello di spendere cifre iperboliche per assicurarsi i migliori giocatori e altri che guardano all’equilibrio economico prima di ogni altra cosa.
Negli ultimi quindici anni le spese nel mondo del calcio sono esplose come una bomba atomica, allontanandosi sempre più dal concetto di romanticismo, flirtando con il mondo della finanza spesso “cretiva” per evitare l’implosione. In questo contesto c’è una bella eccezione che merita di essere menzionata e presa d’esempio: stiamo parlando del Bayern Monaco.
Il club bavarese ha saputo restare con continuità ai vertici del calcio tedesco e internazionale, mantenendo in attivo il suo bilancio.
Possiamo dire che è l’unico top club mondiale a non avere un solo euro di debito, un qualcosa che dovrebbe essere la norma ma che sappiamo bene essere un vero e proprio Gronchi Rosa.
Una progettazione a lungo termine eccezionale che ha portato il Bayern ad aumentare vertiginosamente il suo giro d’affari da 176 a 679 milioni di euro in vent’anni rimanendo sempre al top e investendo nelle strutture (la bellissima Allianz Arena, costata 350 milioni restituiti alle banche in soli 9 anni rispetto ai 25 previsti, che frutta 200 milioni annui) e sulle giovanili con il progetto Bayern Campus, inaugurato nel 2017 sulla scia dello straordinario lavoro dell’Ajax, che garantisce giovani di qualità alla prima squadra.
Questi numeri sono ottenuti anche grazie ai 293mila soci che formano il 75% dell’azionariato del club (il restante 25% è nelle mani di sponsor come Audi, Adidas e Allianz) e che hanno garantito anche nel 2021, l’anno peggiore per tutte le società sportive e non per gli effetti della pandemia, un utile di oltre 10 milioni di euro.
Un club che lavora con e per i suoi tifosi come dimostrato nella spinosa questione-Superlega, torneo non appoggiato dai tedeschi che non sono mai stati favorevoli a una competizione elitaria. Una presa di posizione netta che ha mostrato coerenza con la propria storia, ma favorita da una situazione economica florida per l’ottimo lavoro fatto negli anni che merita grandi attestati di stima.
Mentre gli altri club devono lottare ogni anno con situazioni economiche sempre più preoccupanti, il Bayern Monaco dimostra che è ancora possibile fare calcio ad altissimi livelli con bilanci in ordine, senza tralasciare colpi economicamente importanti come Kim e Kane.
Un consiglio per tutti i proprietari di club europei: una telefonata a Monaco di Baviera non può che fare bene…
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva: IL BAYERN MONACO È L’ESEMPIO DA SEGUIRE
