Ritratti Sportivi di Stefano Villa: L’ORIGINE DEL GOL OLIMPICO

Il nome di una prodezza che è entrata nella storia del calcio. Ecco come è nata la definizione di Gol olimpico.

2 ottobre 1924: una data che ai più non dirà nulla, eppure per la storia del calcio mondiale è un passaggio fondamentale. Allo stadio Sportivo Barracas di Buenos Aires va in scena la sfida tra Argentina e Uruguay, una partita che metteva di fronte le due nazioni più forti di quel momento. Due team che non si sono mai amati, ma proprio mai.

Al 15′ della prima frazione Cesareo Onzari, esterno tutto dribbling e fantasia in forza all’Huracan, trova il gol direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo.
Nessuno tocca quella traiettoria magica che non si era mai vista su un campo da calcio, mandando in estasi gli oltre ventimila argentini presenti sugli spalti quel giorno.
Una rete che permette all’Argentina di ottenere il successo contro i rivali di sempre e che scrive la storia diventando subito il Gol olimpico in quanto segnato ai campioni olimpici dell’Uruguay.

Da quel momento sono diversi i giocatori che hanno reso celebre questa conclusione che beffa i portieri avversari, due su tutti.
Il primo è Massimo Palanca, baffuto attaccante che ha vissuto il suo periodo d’oro con la maglia del Catanzaro. Palanca trasformò questa prodezza in una vera e propria forma d’arte: in ben 13 occasioni beffò gli estremi difensori avversari direttamente dalla bandierina.
Il secondo è Alvaro Recoba, classe e irregolarità in salsa uruguagia. Il Chino, con la maglia dell’Inter e non solo, era abile a trovare il gol dal corner con il suo sinistro, uno dei più raffinati di sempre.

Una magia che riesce solamente ai giocatori di talento che con la loro tecnica e un po’ di sana follia possono provare a emulare quanto fatto novantanove anni fa da Onzari, per sempre il papà del Gol olimpico.

Stefano Villa – reporter cooperator

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