La prima scelta assoluta del Draft 2019 continua a giocare con il contagocce: gli infortuni rischiano di incidere inesorabilmente sulla sua intera carriera.
Quando il 20 giugno 2019 il commissioner NBA Adam Silver si avvicina al palco per annunciare la prima scelta assoluta del Draft non c’è nessun dubbio su chi ricadrà la decisione dei New Orleans Pelicans: Zion Williamson, il giocatore NCAA più elettrizzante dai tempi di LeBron James per l’impatto che si pensava potesse avere sulla lega.
Anche un assoluto fuoriclasse come Ja Morant deve accomodarsi sul secondo gradino del podio per la gioia dei Memphis Grizzlies che non se lo lasciano sfuggire.
Ma torniamo a Williamson, 201 cm per 129 kg di assoluta esplosività che fanno letteralmente impazzire tutti gli amanti del gioco fin dai tempi di Duke.
Il suo debutto in NBA arriva solamente a gennaio 2020 dopo aver risolto un problema al menisco che gli fa saltare tre mesi di stagione, primo campanello di allarme: contro i San Antonio Spurs realizza 22 punti di cui 17 nell’ultimo quarto, un debutto da assoluto dominatore.
Nella sua prima stagione gioca 24 partite con 22 punti e 6 rimbalzi di media.
Nel secondo anno in NBA la situazione migliora: Williamson gioca con continuità e partecipa all’All Star Game. 27 punti di media e quella sensazione di onnipotenza che ti fa credere che possa fare qualsiasi cosa quando si avvicina al ferro. Proprio quando la sua stella sembra esplodere definitivamente, però, ecco il crossover chiamato destino. Williamson si infortuna a un piede durante la preparazione alla stagione 2021/22 che non gli consentirà di scendere in campo per un intero anno.
Cominciano a emergere importanti dubbi sulla sua integrità fisica, oltre alle problematiche legate al suo peso che lievita nei periodi di inattività. New Orleans, però, dimostra con i fatti di credere in lui facendogli firmare nel luglio 2022 un’estensione contrattuale di cinque anni da 193 milioni di dollari.
Williamson si rimette in forma e torna a guidare i Pelicans insieme a Brandon Ingram. Se l’ex Los Angeles Lakers dimostra di aver completato il suo percorso di crescita, per Williamson è ancora la malasorte a mettersi in mezzo. Dopo sole 29 gare arriva un nuovo importante infortunio al quadricipite che lo tiene ai box dallo corso gennaio fino al termine della stagione che vede i Pelicans non riuscire a staccare il pass per i playoff dopo aver perso la gara di play-in contro gli Oklahoma City Thunder.
La stagione 2023/24 sta per iniziare e sarà importante vedere quale apporto potrà dare Zion Williamson a New Orleans, considerando che nei suoi primi quattro anni ha messo insieme la miseria di 114 partite ufficiali, meno addirittura di quell’Anthony Bennett, altra prima scelta assoluta, che dopo 151 gare incolori abbandonò la lega.
Sarà l’anno della verità per Williamson per capire se il suo fisico è in grado di sostenere i ritmi NBA o se sarà un grande rimpianto come Greg Oden e Brandon Roy, giocatori straordinari ma con un fisico di cristallo.
Il Vicepresidente esecutivo di New Orleans David Griffin ha rilasciato nei giorni scorsi un’interessante dichiarazione: “Vi dico solo che Zion nella sua intera carriera non è mai stato in palestra tanto quanto questa estate”.
A New Orleans si augurano che finalmente possa trovare la giusta continuità e dare un contributo importante alla causa, lo sperano tutti gli amanti del basket, compreso chi sta scrivendo, per non vedere bruciare uno dei migliori talenti che siano scesi in campo negli ultimi vent’anni.
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva di Stefano Villa. New Orleans abbiamo un problema: Zion Williamson
