Michela Murgia nacque a Cabras (provincia di Oristano) il 3 giugno 1972. Frequentò l’istituto tecnico commerciale e poi si iscrisse all’Istituto di Scienze Religiose della Diocesi di Oristano; in seguito insegnò religione nelle scuole per sei anni. Tutto questo può stupire chi si è formato una certa idea di Michela Murgia e del suo rapporto con la religione e con la politica, ma la Murgia si è sempre dichiarata cattolica ed era anche stata animatrice nell’Azione Cattolica; inoltre dialogava di tematiche religiose con il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Ciò non toglie che Michela Murgia inclinasse decisamente verso sinistra, come dimostra il suo sostegno nelle elezioni europee del 2019 alla Sinistra, i risultati della quale furono però negativi. Un’altra sua opinione potenzialmente fonte di polemiche è che la nostra scrittrice auspicava l’indipendenza della Sardegna. Michela fu sposata con l’informatico bergamasco Manuel Persico, ma solo dal 2010 al 2014; ella non ebbe mai figli, ma in compenso ne adottò alcuni, che chiamò “figli d’anima”. Dal 2014 al 2016 la Murgia dovette affrontare un tumore renale, che purtroppo non fu sconfitto definitivamente: ritornò infatti negli ultimi venti mesi di vita e la condusse alla morte il 10 agosto 2023 a Roma; già il 6 maggio dello stesso anno aveva parlato della sua malattia in un’intervista al Corriere della Sera.
Il principale romanzo di Michela Murgia è Accabadora, pubblicato nel maggio 2009 da Einaudi; il suo successo fu così grande che fu tradotto persino in cinese! Ambientato in Sardegna negli anni ’50 del XX secolo, il romanzo affronta i temi spinosi dell’adozione e dell’eutanasia. Rifiutata dalla sua famiglia di origine, la protagonista Maria Listru viene adottata da Bonaria Urrai, la quale procura una morte pietosa ai malati senza speranza che la chiedono espressamente.
Michela Murgia non scrisse soltanto romanzi; nel maggio 2011 pubblicò infatti il saggio Ave Mary. E la Chiesa inventò la donna. Secondo la Murgia, la Chiesa avrebbe contribuito a creare un’immagine negativa della donna, presentandola come inferiore e peccatrice; il mondo cattolico ha offerto reazioni di segno opposto: il quotidiano Avvenire e il Coordinamento Teologhe Italiane hanno apprezzato le tesi dell’autrice, mentre Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano le ha contestate.
Michel Camillo
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