Ritratti Sportivi di Stefano Villa: GIANMARCO POZZECCO, TALENTO CLAMOROSO

Un personaggio che ha segnato la storia della pallacanestro italiana in campo e ora anche in panchina: ecco la vita di Gianmarco Pozzecco

Se il gioco del basket fosse uno spartito musicale, Gianmarco Pozzecco sarebbe il chitarrista che esegue l’assolo leggendario con una giocata che non ti aspetti e che cambia le sorti del match.
Il nativo di Gorizia è stato uno dei giocatori più amato nella storia della pallacanestro italiana non solo per il carattere estroverso, ma soprattutto per il basket pittorico uscito dalle sue mani nei vent’anni di carriera sui principali parquet d’Europa.

Un’infanzia vissuta tra il palazzetto e il campo da calcio quella del “Poz”, ma arrivati al momento di scegliere la retina ha la meglio sulle reti, buon per gli amanti del basket che hanno potuto ammirare un fenomeno. La persona decisiva per la sua crescita umana e tecnica è Tullio Micol, allenatore dell’Inter 1904 dove muove i suoi primi passi. Un uomo decisivo per la vita di Pozzecco.

Fin da giovanissimo il suo talento è evidente, tanto che Udine gli dà una chance ad appena 19 anni. Due stagioni in Friuli prima di passare a Livorno nel 1993, ma è il 1994 l’anno della svolta con l’approdo a Varese. La squadra del suo destino.
Con Andrea Meneghin forma una delle coppie più talentuose della storia recente e nel 1999 arriva anche lo Scudetto della Stella, la ciliegina sulla torta di un amore con la piazza che non è mai realmente finito.

Nel 2002 firma con la Fortitudo Bologna, un’altra squadra che sembra costruita a sua immagine e somiglianza, e nel 2004/05 vince il secondo Scudetto della sua carriera, anche se non vivrà la gioia del titolo per contrasti con Repesa che lo portano ad emigrare a Saragozza a stagione in corso.

Un biennio in Russia al Khimki prima di tornare in Italia per vivere l’ultimo capitolo della sua vita sul parquet a Capo d’Orlando. In Sicilia è ancora decisivo per la conquista dei playoff: il 15 maggio 2008 ad Avellino gioca la sua ultima partita tra i professionisti ricevendo il doveroso applauso di tutto il Pala Del Mauro.

Il suo rapporto con la Nazionale è di amore-odio, e non poteva essere diversamente con il “Poz”.
Nel 1999 non partecipa agli Europei vinti dagli Azzurri per contrasti tecnici con Boscia Tanjevic, ma è in cabina di regia alle Olimpiadi di Atene 2004 dove arriva uno storico argento.

Dopo il basket giocato per Pozzecco arriva la panchina, quella di Capo d’Orlando in Legadue dove ritrova Gianluca Basile e Matteo Soragna, suoi ex compagni e ora ai suoi ordini: fa strano a sentirlo dire… É promozione in Serie A!
C’è però un’idea che frulla nella sua testa: tornare dove è stato amato come e forse più di un figlio, tornare a Varese da allenatore. Tuttavia il contesto era diverso da quello di un decennio prima e le cose non andranno per il verso migliore, ma l’amore ricambiato ra Pozzecco e la piazza varesina è rimasto immutato.

Un biennio al Cedevita Zagabria come assistente di Mrsic prima del ritorno in Italia alla Fortitudo Bologna, esperienza durata solo due mesi prima della dimissioni.
Sembra la fine di tutto, ma Sassari gli dà fiducia. E in Sardegna arriva la svolta: il primo anno vince la FIBA Europe Cup e arriva a Gara-7 delle finali Scudetto contro Venezia, risultati importanti che non vengono ripetuti nelle due stagioni successive.

Nell’estate del 2021 entra nello staff tecnico dell’Olimpia Milano al fianco di Ettore Messina, ma la grande occasione bussa alla sua porta. Gianni Petrucci lo vuole sulla panchina della Nazionale per il dopo-Sacchetti e agli Europei 2022 l’Italia arriva ai quarti venendo eliminata dalla Francia solo per una questione di dettagli.L’impresa era però arrivata negli ottavi dove gli Azzurri eliminano la Serbia.

Fuori dal campo sono celebri le sue interviste mai banali e la sua relazione con Maurizia Cacciatori, ma Gianmarco Pozzecco è molto più di quello che fa trasparire.
Un ragazzo partito da Gorizia che è diventato uomo a Varese e ora, da grande saggio con qualche residuo di genuina follia, è alla guida della Nazionale: ci sono almeno dieci vite delle nostre nel percorso di Gianmarco Pozzecco.

Stefano Villa – reporter cooperator

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